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Dalla Sicilia parte la nuova crociata per vietare smartphone e tablet ai bambini

Ansia, crisi di panico, scoppi di rabbia improvvisa. E ancora, disturbi del sonno, alterazione dell’umore, ritardato sviluppo del linguaggio, azzeramento, o quasi, dei rapporti sociali. Possono essere questi e tanti altri i contraccolpi all’uso eccessivo di smartphone, videogiochi e altri dispositivi digitali da parte dei bambini molto piccoli e degli adolescenti.
Per correre ai ripari il pediatra-deputato M5s all’Ars Carlo Gilistro ha messo a punto un disegno di legge che sarà presentato ai giornalisti martedì 20 febbraio.
Il testo – come anticipa l’agenzia di stampa Askanews – mira a vietare l’uso delle apparecchiature digitali ai bambini nei primi anni di vita e a limitarle fortemente fino ai 12 anni. Punta, inoltre, a varare una campagna di informazione sui pericoli cui i genitori possono esporre inconsapevolmente i propri figli mettendogli in mano precocemente un’apparecchiatura digitale.
Il disegno di legge molto probabilmente non vedrà la luce in questa legislatura, considerato che stando all’opposizione il M5S non ha i numeri per imporlo al Parlamento siciliano.
Non si può negare però che il tema, insieme a quello dell’accesso dei giovanissimi al mondo dei social network, sia molto sentito e sia tornato di stretta attualità.
Nei giorni scorsi avevamo riportato i risultati di una ricerca dell’istituto Demoskopika, in base alla quale in Sicilia si registra la maggiore incidenza nel Paese riguardo alla dipendenza dai social, con 106,8 mila giovani esposti, tema strettamente collegato ovviamente all’uso dei dispositivi digitali.
Inoltre ha fatto il giro del mondo nelle ultime ore la notizia che il sindaco di New York ha deciso di fare causa ai social media, accusandoli di provocare disturbi mentali nei giovani e sostenendo che Facebook, Instagram, YouTube, Snapchat, TikTok “manipolano intenzionalmente ragazzi e adolescenti per portarli alla dipendenza, danneggiandone la salute mentale”.
In questi anni anche al Parlamento nazionale sono state presentate diverse proposte di legge in tal senso. Non solo dagli stessi rappresentanti del Movimento 5 Stelle, ma anche da esponenti del Pd. Come l’allora sottosegretaria alla Salute Zampa che nel 2021, dopo il caso di una bimba di 10 anni morta per una challenge su TikTok, sollecitava un tempestivo intervento normativo per regolamentare l’accesso agli smartphone per i più piccoli fissando regole e limiti.
Pochi giorni fa è stato lo stesso ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un’intervista a La Stampa a rilevare che “più di uno studio ha fatto suonare il campanello d’allarme sul rischio di dipendenza da videogiochi per oltre un ragazzo su dieci o sul cyberbullismo, che colpisce una fetta simile degli studenti”. Il ministro ha parlato di “mezzo milione di giovani e giovanissimi che nel nostro Paese è dipendente dai social network”, non esitando a definire il problema “una nuova emergenza sanitaria, che si manifesta anche con la sempre più preoccupante diffusione dei disturbi alimentari”.
Nel frattempo c’è chi sta passando già ai fatti. Nella Repubblica di San Marino, infatti, il Congresso di Stato, il governo del paese, ha intenzione di presentare entro i prossimi 6 mesi una proposta di legge per vietare, almeno nelle scuole elementari e medie, l’uso del telefonino e del tablet.
C’è da scommettere che il tema a breve tornerà ad essere oggetto di dibattito della politica nazionale.
(Marta Galano)

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