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lunedì, Agosto 8, 2022
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Si è conclusa la settima edizione di Zabut: miglior corto è il palestinese NIGHT

Santa Teresa di Riva – Zabut, con in programma 27 cortometraggi provenienti da 17 nazioni e con la new entry della Palestina, ha ufficialmente alzato il sipario il 28 luglio e in una carrellata ricca di attese ed emozioni ha spento i riflettori ieri sera. Location di prestigio è stata per tutte le quattro serate, il Parco Unità d’Italia della Villa Crisafulli-Ragno.
A presentare la settima edizione di Zabut Festival Caterina Limardo, componente dell’Associazione Taglio di Rema, nonché organizzatrice dell’evento insieme a Cinzia Bongiorno, Nello Calabrò, Carmelo Casale, Antonello Mantarro, Stefania Pasquale, Cristina Totaro.

Il concorso dell’edizione 2022 di Zabut Festival, ha presentato 11 prime italiane e una prima mondiale.
Il “Premio esterno Cinit – Cineforum Italiano” è andato al corto che «meglio rappresenta i valori della solidarietà e dell’inclusione»: “Promised Land” di Andrea Pierri, Italia.
LA TRAMA DI Promised Land (8’42’’) di Andrea Pierri – ITALIA:
Ogni giorno moltitudini di persone rischiano la vita nel Mar Mediterraneo per raggiungere le coste meridionali dell’Europa, la nuova Terra Promessa. Il mare, che un tempo si aprì per consentire il passaggio di Mosè, ora si chiude con indifferenza sulle storie e le vite di innumerevoli vittime. Una realtà quotidiana che riguarda tutti noi.

Il “Premio miglior cortometraggio Zabut 2022” è andato a
“Night” di Ahmed Saleh, Palestina, con la seguente motivazione: «Un’opera capace di imporsi fin dal primo sguardo per la sua potenza emotiva e immaginifica, e per la notevole maturità artistica, tecnica ed espressiva. La matericità della stop motion si fa immagine concreta di un dolore atavico e irredimibile, scolpito nei volti stremati eppure indomiti di adulti e bambini, orfani raminghi smarriti in un labirinto di rovine silenti, e in quello, cieco e desolato, di numi tutelari ormai incapaci di consolarli. Un diorama di struggente pietà che trascende anche le proprie istanze contingenti per farsi autentica parabola universale».

La giuria, composta da Elena Chiesa, Eric Rittatore e Cristiano Travaglioli, ha voluto sottolineare la qualità della selezione con tre menzioni speciali:
Menzione n. 1:
“Your bad Animals” di Ido Shapira e Amit Cohen, Israele, con la seguente motivazione: «Una grafica da fumetto underground che si abbina a un sound design adeguatamente straniante nel descrivere con grande efficacia la “selva oscura” di sentimenti e paure di una giovane donna alle soglie dell’età adulta, in cui desiderio e abuso, protezione e possesso, perdono i netti confini dell’infanzia per rivelare l’intrinseca, ferina violenza insita nelle relazioni umane».

Menzione n. 2:
“Yalla!” di N.Nassar, E. Pitula, R.de Saint Albino, C. Adant, A.Sassatelli, C. Behague, Francia, con la seguente motivazione: «Tra echi neorealisti e slanci felliniani, un rigenerante inno all’ottimisimo e alla resistenza, che rifugge il patetismo mettendo in scena una coppia di eroi slapstick degna di Charlot e Buster Keaton nell’opporre ostinatamente alla violenza bruta l’irriducibile potere dell’immaginazione».

Menzione n. 3:
“Ailín en la luna” di Claudia Ruiz, Argentina, con la seguente motivazione: «Un piccolo-grande conflitto famigliare declinato sull’esile filo di una filastrocca infantile, che prima allontana e infine riunisce madre e figlia: pianeti talora in opposizione ma sempre capaci di riconciliare le proprie orbite”».

Il “Premio Migliore colonna sonora originale” è andato a “The night Watch” di Julien Regnard, Belgio, con la seguente motivazione: «In una narrazione che rimanda talora esplicitamente alle atmosfere di Kubrik e David Lynch, questa colonna sonora riesce ad assecondare perfettamente la scansione circolare del dramma coniugale: le musiche, ipnotiche e ‘disumanizzanti’ sono appannaggio dell’ingannevole “Overlook Hotel” della memoria, con le sue grottesche maschere ferine che inutilmente provano a nascondere o stravolgere il rimorso e la colpa; alla realtà, livida e fredda come la neve che cade sui due protagonisti, restano solo silenzio e le grida dei corvi, guardiani di una notte (forse) irrimediabile».

Infine, il “Premio del pubblico” è andato a “Umbrellas” di Jose Prats e Alvaro Robles, Spagna.
A fare da ciliegina sulla torta, l’invio del toccante video da parte del vincitore per il miglior corto, Ahmed Saleh, in cui l’autore ha narrato il suo incontro con la madre protagonista del racconto.
Un successo di tutti e da condividere con tutti, quello della settima edizione di Zabut il Festival dei corti di animazione. Un evento che rende onore e regala uno spazio di prim’ordine a Santa Teresa di Riva.

 

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