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Palazzo Corvaja, a rischio gli antichi vetri restaurati da Dillon

TAORMINA Aspettando la ripartenza dei lavori, che pare ormai imminente, l’Associazione culturale ed ambientale Patrimonio Sicilia chiede alla ditta incaricata per la ristrutturazione di Palazzo Corvaja di prendersi cura dei vetri antichi dell’antico edificio che fu sede del primo parlamento siciliano. I vetri sono quelli del prospetto principale che si affaccia su piazza Vittorio Emanuele.

“Vorremmo dire alla ditta, e speriamo che il Comune lo faccia, di avere cura dei vetri iridati degli anni 40 che risalgono al restauro dell’architetto Armando Dillon”, è la richiesta che avanza il vicepresidente di Patrimonio Sicilia, Piero Arrigo. “L’edificio sito nel cuore di Taormina centro, dal 1538 al 1945 – ha rimarcato Arrigo -, è stato proprietà della famiglia, di origine spagnola, Corvaja, di cui ancora oggi mantiene il nome. Nel 1945 il Comune di Taormina ha poi espropriato il Palazzo per motivi di pubblico interesse e dopo varie trasformazioni, nel 1946, il Palazzo venne restaurato dall’architetto napoletano Dillon, che lo recupera secondo i canoni dello stile gotico fiorito siciliano. Nel 1950, accanto al corpo trecentesco, viene realizzata quindi la sala ottagonale dall’architetto Giuseppe Sivieri. Ora chiediamo la salvaguardia dei vetri antichi di Palazzo Corvaja”.

Nelle scorse settimane, l’8 settembre, ci fu il blitz a Palazzo Corvaja dei Carabinieri di Taormina – congiuntamente ai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Messina – che portò al sanzionamento dell’impresa impegnata nei lavori, che ora si avvia a far ripartire delle opere di risanamento del complesso. Lo stop fu determinato dal mancato rispetto di alcuni aspetti nell’ambito della sicurezza nei cantieri di lavoro. Si tratta di opere che nel 2019 sono state finanziate dalla Regione con Un milione di euro, appaltate ad una impresa di Terme Vigliatore, e poi sub-appaltate ad una ditta di Palazzolo Acreide. Per riprendere le attività, la ditta si è dovuta attivare al fine di porre rimedio alle criticità riscontrate dai CC nel contesto delle misure previste dalla predetta normativa in vigore sui cantieri di lavori.

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