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L’oro di Casalvecchio, il sindaco scrive alla Curia, i parroci si palleggiano le responsabilità

CASALVECCHIO SICULO – Il sindaco di Casalvecchio Marco Saetti passa all’azione ed ieri stesso ha scritto all’Arcivescovo di Messina e ed alla Curia in Vaticano per fare sapere quello che succede a Casalvecchio dove la comunità è scossa per il furto dell’oro di Sant’Onofrio, patrono della cittadina, e della Confraternita dell’Annunziata avvenuto la notte tra martedì e mercoledì scorsa  nel Museo Parrocchiale. Perché l’oro di Sant’Onofrio dopo la festa non è stato riportato in banca?  È la domanda che il sindaco e la cittadinanza si pongono. I parroci che si sono succeduti a Casalvecchio rispondono alle accuse. Il sindaco nella lettera alle Curie scrive: “Chi e sulla base di quale valutazione del rischio ha deciso di non depositare più gli ori in banca ma all’interno del Museo Parrocchiale, che sicuramente non è un luogo idoneo a custodire tale patrimonio? Perché chi si è succeduto nel tempo non ha pensato di tornare alla corretta procedura degli anni passati? Ancora oggi gli ori delle Parrocchie di Misitano e Rimiti non sono in sicurezza. Si chiede che, dopo essere scrupolosamente catalogati, vengano depositati in banca: non vorremmo che si aggiungesse al danno anche la beffa. Un’intera Comunità attende un atto di assunzione di responsabilità e di coraggio da parte di chi doveva tutelare ciò che negli anni la comunità gli aveva affidato”.

Padre Gerry Currò, parroco di Casalvecchio fino al 2011, è un fiume in piena. “Per quanto concerne l’oro di sant’Onofrio voglio precisare l’ho portato più volte a Casalvecchio Siculo oltre la festa, non per capriccio personale, ma perché i devoti avevano realizzato il nuovo manto e doveva essere applicato sullo stesso. In quell’occasione l’oro è rimasto a Casalvecchio per un po’ di tempo. Dal 2011 da quando me ne sono andato ho tenuto per qualche tempo ancora la cassetta di sicurezza e poi l’ho disdetta visto che il nuovo parroco aveva manifestato di provvedere alla sicurezza degli ori in maniera diversa. L’oro della Confraternita dell’Annunziata con me è stato sempre al sicuro in banca, protetto in una cassetta di sicurezza. Dopo che ho lasciato le parrocchie di Casalvecchio Siculo, il nuovo sacerdote padre Agostino Giacalone ha organizzato la festa dell’Annunziata e siccome la cassetta era ancora intestata alla mia persona in quanto parroco dell’Arcipretura, mi sono recato insieme a lui e qualche altro membro della confraternita per prelevarlo. In quell’occasione ho chiesto al reverendo e ai presenti del comitato che era necessario il cambio dell’intestatario, anche per sgravarmi del costo.  La loro risposta è stata di non voler tenere più la cassetta di sicurezza e che l’oro avrebbe fatto rientro a Casalvecchio. La sera in cui la Confraternita dell’Annunziata mi consegnò l’oro custodito da anni dalla famiglia Crisafulli l’ho portato in banca e lì è rimasto fino alla festa dell’Annunziata, perché capivo il valore e lo stesso non poteva rimanere incustodito. Durante la mia permanenza a Casalvecchio non ho mai organizzato la Festa dell’Annunziata pertanto l’oro è sempre rimasto sicuro in una banca della città di Messina”.

Padre Agostino Giacalone, predecessore dell’attuale parroco (padre Gabriele Sgroi) e successore di padre Gerry Currò, tiene subito a far sapere che lui con il mancato deposito dell’oro in banca non c’entra. “Io l’ho trovato a Casalvecchio – dice – il contratto con la banca per la cassetta di sicurezza stava per scadere, quindi ho lasciato le cose come stavano. Ho personalmente verificato che le protezioni ed i sistemi di sorveglianza fossero efficienti. Oltre a me erano a conoscenza dell’oro nel Museo un collaboratore che si occupa della gestione del museo ed alcuni membri del comitato dei festeggiamenti di Sant’Onofrio. Sento dire che tutto il paese non sapeva, è il segno che il segreto era ben custodito. Subito dopo la festa del 2015 l’impianto di allarme si è guastato – dice padre Agostino – e subito ci siamo attivati per farci fare un preventivo e  raccogliere la somma necessaria, circa 1600 euro, che, mi dicono, ancora oggi e disponibile. I lavori dovevano cominciare ad ottobre ma proprio in quei giorni sono stato trasferito”. Oggi padre Giacalone è parroco nella chiesa di Portosalvo a Santa Teresa di Riva.

Ad ottobre 2015 arriva padre Gabriele Sgroi il quale messo al corrente del “nascondiglio” dell’oro di Sant’Onofrio e della confraternita della SS. Annunziata, ne prende atto ma esterna la convinzione che quello non è un luogo idoneo. E lo ha ribadito nel corso della assemblea popolare tenuta in Municipio. Tuttavia in quasi un anno e mezzo di permanenza alla guida della parrocchia non si è trovato il tempo per riportarlo in banca.

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