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Casalvecchio, rubato l’oro di Sant’Onofrio. Risparmiati gli arredi sacri. Il sindaco convoca una assemblea popolare per questa sera (ore18)

 

CASALVECCHIO – Ieri notte è stato rubato l’oro di Sant’Onofrio. Il furto scoperto in mattinata quando il sacrestano ha notato una inferriata divelta che proteggeva una finestra del museo parrocchiale, ed un “buco” nella seconda inferriata posta dietro alla prima. Sul posto i carabinieri per le indagini del caso, soprattutto seguono la pista di una “mano” locale che possa avere guidato i ladri, ed intendono accertare perché non è mai stato messo in funzione l’impianto di allarme. I ladri sono penetrati nei locali del museo parrocchiale, ospitato in due stanze della canonica attigue alla chiesa madre, ed hanno razziato oltre ottocento pezzi d’oro e d’argento, alcuni di grande rilevanza storica, in gran parte ex voto, che erano nascosti in un nascondiglio ritenuto fino ad ieri “sicuro”. Secondo le prime risultanze non hanno portato via i preziosi arredi sacri  tra i quali  una Pianeta di colore bianco del XVII secolo, finemente ricamata e lavorata in oro e corallo, un Ostensorio in argento del 1684 e un calice cesellato anch’esso in argento di scuola francese del XVII secolo.  Hanno puntato, i ladri, solo agli oggetti d’oro e d’argento che costituivano il tesoro di Sant’Onofrio,  che erano nascosti in una nicchia ricavata  in una zona ritenuta “sicura” e che i ladri hanno scovato con estrema facilità.  Nel vano segreto era custodito anche l’oro della altre chiese del casalvetino (Misitano e Rimiti). Il danno è ingente si parla di un valore complessivo di quasi mezzo milione di euro, ma sono stime, perché non esiste una catalogazione degli oggetti. Non era mai accaduto un furto del genere a Casalvecchio e l’intera comunità ne è rimasta sconvolta.

Sul posto sono giunti il parroco don Gabriele Sgroi, il sindaco Marco Saetti ed i carabinieri della stazione di Sant’Alessio al comando del luogotenente Vito Calì.

Il sindaco ha convocato per questa sera alle ore 18 nell’aula consiliare una assemblea popolare con il parroco per discutere la questione. Quello che èn certo è che un intero paese è in lacrime.

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