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lunedì, Giugno 24, 2024
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Il ciclo virtuoso della natura e … la pazzia dell’uomo

La natura non produce rifiuti … Sulla terra, a parte la fase iniziale ed il cataclisma che ha provocato l’estinzione dei dinosauri, una volta finito il processo di raggiungimento di un clima ospitale per la vita, i cicli della natura hanno mantenuto questo equilibrio per milioni di anni, fino alla cosiddetta rivoluzione industriale. La terra riceve energia dal sole, con gli organismi vegetali, attraverso la fotosintesi clorofilliana, da CO2 (anidride carbonica) e H2O (acqua) produce zuccheri, che vengono utilizzati dagli organismi animali, con la respirazione ci danno energia e si scindono di nuovo … per poi ricombinarsi in un ciclo chiuso, senza produrre alcun rifiuto. L’equilibrio, sul nostro pianeta, tra CO2 e H2O è mirabile: se aumenta CO2 aumenta la temperatura media (estremizzazione del clima, migrazioni bibliche …); se aumentasse l’ossigeno basterebbe un fulmine per dar fuoco a tutto, come in una camera iperbarica. Cerchiamo di non fare c.. fesserie! L’uomo oggi, invece di creare un ciclo, utilizza processi lineari: dalle materie prime, utilizzando energia, realizza prodotti (che diventano spesso rapidamente obsoleti e sono buttati) ma anche una buona dose di rifiuti non riutilizzabili. L’uomo, l’intelligentone, produce per mandare in discarica. Quanto siamo bravi !!?? … Alla fine se non cambiamo registro il rifiuto ci sommergerà.

La bestialità dell’uomo o … la logica del profitto !? Meglio la gestione collettiva dei beni comuni
Oggi l’uomo brucia combustibili sopratutto fossili, per avere l’energia che gli serve per i processi produttivi, quando potrebbe usare direttamente l’energia del sole: ottima ed abbondante. Sarebbe lecito pensare e dire che, ancora una volta, dimostra la sua stupidità. Siamo così stupidi, allora!? No! Anzi, si! Ci sono tanti che si comportano da stupidi, che si fanno imporre comportamenti da pochi interessati, che, anche se non intelligenti, sono sicuramente cinici e profittatori. Quindi il problema è che ci sono un po’ di furbi, che, non potendo attualmente vendere il sole (… è gratis e non gli si può impedire di splendere), che speculano e guadagnano vendendo quello che già scarseggia, petrolio, carbone, uranio ecc..
Pensate che il sole in un anno ci dà mille volte più energia di tutte le riserve fossili disponibili (da oggi fino all’esaurimento): è la scarsità che fa fare profitti. Un esempio. Spesso si ha poca attenzione a non inquinare l’acqua. L’acqua del rubinetto, quando non è potabile, spesso sa di varechina, … se fosse pura, buona e sana chi acquisterebbe l’acqua “cosidetta” minerale !?
Ci vogliono dipendenti da altri per bisogni fondamentali irrinunciabili. I beni comuni non possono essere oggetto di mercato, di speculazione e lucro! Non possiamo più delegare la gestione dei beni comuni a chi vuole guadagnarci sopra: energia, acqua, cibo, terra appartengono a tutti e tutti dobbiamo gestirli.

La Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano Dalla Culla alla Culla non dalla Culla alla Tomba Meglio la bicicletta del giavellotto!
La FORSU è il materiale raccolto dalla raccolta differenziata dell’organico (altrimenti detto umido). Si tratta di residui di cibo o preparazioni alimentari e frazioni assimilabili, come carta per alimenti sporca di residui alimentari. Molto spesso, dopo che la natura ce ne ha fatto dono, consumiamo una parte di frutta, verdura, scarti alimentare di vario tipo … il resto (abbiamo la pancia troppo piena!) va a finire nella spazzatura. In Sicilia, finora, tutto l’umido è andato in discarica, creando gravi problemi nella loro gestione, in quanto esso crea gas serra, putrefazione e percolato, con conseguente inquinamento. Mentre la natura, frutta matura, vegetali morti, animali morti, ecc. tutto rimette in circolo e fa rinascere (dalla culla alla culla!), noi dalla culla li portiamo alla tomba, dove, assieme alla plastica ed ad altra roba moderna, riposeranno (se non disturbati) per millenni (dalla culla alla tomba!)

T.S.O. per la FORSU. Trattamento sanitario obbligatorio dell’umido:
sia compostato Se si vuole far ritornare alla terra quello che dalla terra, o dal mare, è venuto è obbligatorio raccogliere la frazione organica dei rifiuti in maniera differenziata, nelle nostre case. In effetti l’umido si potrebbe anche tirar fuori dai rifiuti indifferenziati, attraverso degli impianti di pretrattamento, stabilizzazione e compostaggio finale. Questo terriccio ottenuto non può essere però utilizzato in agricoltura, ma solo a ricoprire discariche, per cui non ritornerebbe alla terra per dare nuovi prodotti. La FORSU, da raccolta differenziata, Si può compostare in impianti aerobici a rivoltamento e ossigenazione o in impianti anaerobici con produzione anche di bio-gas e, quindi energia. Mentre la biodigestione anaerobica recupera materia (il compost, di ottima qualità) ed energia, quella aerobica recupera solo materia (un buon compost) ma emette in più metano che ha un effetto serra 30 volte maggiore dell’anidride carbonica. Dal punto di vista scientifico il T.S.O. della FORSU è la biodigestione anaerobica.

Scelta sito
Il compito di programmare e progettare l’impiantistica spetta alle Srr e alla Regione, non ai singoli comuni o ai singoli Aro. Ci vuole una visione più ampia e generale per trovare la migliore ubicazione degli impianti che serviranno a chiudere il ciclo della gestione integrata dei rifiuti in ciascun ambito territoriale ottimale (il nostro ambito territoriale comprende 47 comuni per una popolazione di 466.000 abitanti). Un impianto, giusto per fare un esempio, come quello ipotizzato dal Sindaco di Pagliara, di biodigestione della frazione organica da raccolta differenziata è necessario come il pane nel nostro comprensorio o nelle sue immediate vicinanze. Un tale moderno impianto, attraverso il processo di biodigestione anaerobica, produce biogas, energia elettrica e ricicla la frazione organica da raccolta differenziata attraverso il processo di compostaggio del digestato, producendo compost di qualità. 10 chili –> 1 mc gas → 2,2 Kwh + 2,5 Kg compost.

Dimensionamento
Esso ha bisogno, per essere economicamente sostenibile, di un utenza molto più ampia di quella degli undici comuni che hanno siglato la proposta “per la realizzazione di una piattaforma logistica modulare intercomunale”: deve quindi riferirsi a parte dell’ATO, da cinquanta a centomila abitanti. La redditività cresce all’aumentare dell’utenza! Non può essere deciso da un sindaco o da un gruppo di undici sindaci il cui bacino di utenza è di poche decine di miglia di abitanti, e, soprattutto, senza aver prima sentito e informato, dei pro e dei contro del progetto che si vuole realizzare, i cittadini potenzialmente interessati: occorre costruire un consenso informato, evitando i facili entusiasmi o il terrorismo ambientale! La localizzazione va fatta, dopo aver studiato tutte le possibili ipotesi di ubicazione ottimale, in una posizione quanto più baricentrica possibile rispetto all’area e al numero di abitanti che l’impianto deve servire. Basta usare la formula che si studia in fisica per la determinazione del baricentro! Importante, infine, è minimizzare flusso del traffico, quindi, costi e … fastidi!

Conclusione
Con i rifiuti dobbiamo fare in modo che si cancellino (o, quanto meno, si minimizzino) le discariche. Ecco perché l’umido deve essere trattato singolarmente: così può ritornare alla terra.

Dire no al compostaggio e/o al biogas significa:

• Aumentare l’effetto serra
• Produrre inquinamento
• Arricchire i signori delle discariche
• Arricchire le compagnie petrolifere
• Dire No al compost

… e SI ai concimi chimici! La terra non ringrazierà … ed alla fine ci sfratterà !

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