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Cateno De Luca si è dimesso da sindaco di Fiumedinisi

Come da noi anticipato qualche giorno fa, oggi l’on. Cateno De Luca si è dimesso da sindaco di Fiumedinisi. Era ed è l’unica strada per ottenere la revoca degli arresti domiciliari. La lettera è stata depositata questa mattina dalla moglie dell’onorevole, la signora Giuseppina Gregorio. Eccone il testo. “Il sottoscritto, Cateno De Luca, al fine di non esporre ulteriormente la comunità di Fiumedinisi ad aggressioni politiche e mediatiche e per consentire alla magistratura di poter svolgere le proprie attività senza intralci con la massima serenità e celerità, rassegna le irrevocabili dimissioni da sindaco di Fiumedinisi. Nel ringraziarla per la sua proficua e professionale collaborazione, la prego di estendere questo doloroso e commosso commiato a tutti gli impiegati comunali, ai consiglieri comunali ed alla giunta municipale. Affido alla Madonna Annunziata il mio destino e quello della mia amata comunità. W Fiumedinisi”.

Oggi l’on. De Luca è stato davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Il suo legale, avv. Giovanni Calamuneri aveva già anticipato la linea difensiva del deputato regionale e sindaco di Fiumedinisi. Ha dichiarato: “L’on. De Luca ha chiarito con precisione la dinamica dei fatt dimostrando esattamente che si è mosso rispettando rigorosamente quanto disposto dal Contratto di Quartiere. Ha sostenuto con forza di non avere mai utilizzato un solo centesimo di fondi pubblici per realizzare le opere in questione. Su questo punto si è fatta molta confusione ma è bene sottolineare che nell’ordinanza di custodia cautelare non è contenuta alcuna contestazione del genere”.

Per l’accusa di tentata concussione la linea difensiva è delineata: “De Luca non ha fatto alcuna offerta – dice l’avv. Calamuneri – , ma le determinazioni erano state eseguite da uffici comunali ed in tempi precedenti rispetto alla elezione a sindaco del mio cliente”.

Ora, dopo l’interrogatorio, si attende la risposta del gip alla richiesta di revoca degli arresti domiciliari.

Risultano indagati, oltre ai quattro finiti agli arresti domiciliari, anche i componenti della giunta in carica al tempo dei fatti: Giuseppe Bertino (qualche giorno fa sostituto da Mario Puglisi), Antonino Cascio, Paolo Crocè, Salvatore e Carmelo Crocetta, il vice sindaco Graziella Rasconà,  oltre ad alcuni componenti della commissione edilizia, il presidente del CdA della Fenapi, Carmelo Satta, attuale sindaco di Alì.

Per Rasconà e Crocè di prefigura la sospensione dalle funzioni amministrative per due mesi. Ma dopo le dimissioni di De Luca da sindaco tutte le cariche vengono azzerate.

1 COMMENT

  1. Basta prese in giro, eliminare l’Imu per tutti gli italiani all’estero”
    Italiani iscritti AIRE sollecitava i parlamentari ad adoperarsi per far ripristinare l’esenzione Imu e la riduzione della Tari, per gli emigranti iscritti Aire

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