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Bambini e adolescenti siciliani al top per l’uso di Pc, tablet e smartphone. Il 16,2% vittime di cyberbullismo

In Sicilia il 66% dei bimbi incollati a Pc, tablet e cellulari. Il 72,3% degli adolescenti usa lo smartphone tutti i giorni. Proprio per questo tra i più esposti ai pericoli della rete, vittime sempre più spesso di cyberbullismo e dipendenza da social e giochi online

La Sicilia è la seconda regione d’Italia per la percentuale di bambini tra gli 11 e i 15 mesi di vita che trascorrono il tempo davanti a un pc, una tv o uno smartphone. Si tratta del 66,4% di bambini, il 3,5% dei quali è esposto per tre o più ore al giorno. E’ il dato allarmante contenuto nella XIV edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, dal titolo ‘Tempi digitali’ e diffuso da Save the Children, in vista della Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che si celebra lunedì 20 novembre.

Nonostante le raccomandazioni dell’Oms – accolte anche in Italia dalla Società italiana di Pediatria – di non utilizzare dispositivi digitali per i bambini di età inferiore ai 2 anni, secondo una recente indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia il 22,1% dei bambini di 2-­5 mesi passa del tempo davanti a uno schermo, per la maggior parte per meno di un’ora al giorno. I livelli di esposizione crescono con l’aumentare dell’età: se si considera il tempo di fruizione complessivo, che va da meno di un’ora a oltre tre ore, la percentuale di bambine e bambini che ha un’esposizione agli schermi tra gli 11 e i 15 mesi d’età in media arriva al 58,1%, quasi 3 su 5, in Sicilia raggiunge il 66,4%.

In Sicilia il 69,3% di bambini e adolescenti tra i 6 e i 17 anni utilizza internet tutti i giorni e lo fa soprattutto attraverso lo smartphone (la media nazionale è del 73%). Per l’uso quotidiano del cellulare la situazione si ribalta: in Italia il 65,9% usa lo smartphone tutti i giorni, in Sicilia la percentuale sale al 72,3% (ex aequo con la Sardegna, tra le più alte dopo il Molise con il 75,6% e la Campania con il 72,8%). Si abbassa sempre di più l’età in cui si possiede o utilizza uno smartphone, con un aumento significativo di bambini tra i 6 e i 10 anni che utilizzano il cellulare tutti i giorni dopo la pandemia: al Sud e nelle Isole la percentuale è passata dal 28,3% al 42,8% tra il biennio 2018­-19 e il 2021­-22.

Analfabeti digitali

Nonostante questo utilizzo diffuso, nella mappa europea sulle competenze digitali dei 16­-19enni, l’Italia si posiziona quart’ultima: la quota di giovanissimi con scarse o nessuna competenza è del 42% rispetto a una media europea del 31%. Il dato medio italiano nasconde ampi divari territoriali, il Nord e il Centro sono più vicini alla media nazionale (con 34% e 39%), il Sud, invece, ha oltre la metà dei ragazzi con scarse o nessuna competenza (52%). Se guardiamo ai giovanissimi che hanno acquisito elevate competenze digitali, gli italiani sono poco più di 1 su 4  (il 27%) a fronte del 50% dei coetanei francesi e del 47% degli spagnoli.

Bimbi e adolescenti vulnerabili

In Sicilia gli adolescenti vittime di cyberbullismo sono il 16,2%, la percentuale più alta insieme alla Campania. Le ragazze sono più frequentemente vittime, ma esiste anche una quota di ”bulle” che colpiscono le compagne per isolarle e deriderle soprattutto negli anni della pre­adolescenza. L’Atlante di Save the Children evidenzia anche come in Sicilia le ragazze e i ragazzi di 11, 13 e 15 anni che mostrano un uso problematico dei social media sono il 13,9% (il quinto dato più alto). Sono soprattutto le ragazze a soffrirne e l’età più critica è quella dei 13 anni: tra le principali motivazioni dell’uso intensivo dei social media c’è quello di scappare da sentimenti negativi. Per quanto riguarda, invece, i videogiochi, in Sicilia il 23,5% dei giovani di 11, 13 e 15 anni ne fa un uso problematico (in linea con la media nazionale, 24%): qui sono però i ragazzi ad essere più esposti e l’età di maggiore esposizione, in questo caso, si abbassa a 11 anni.

I comportamenti a rischio di dipendenza tecnologica, da social media o da gioco online, sono correlati a un aumento dell’ansia sociale, della depressione e dell’impulsività, nonché a una peggiore qualità del sonno e a un rendimento scolastico scarso. Un uso intensivo di internet è associato anche a un maggior rischio di sovrappeso o obesità, a causa dell’inattività (navigare a lungo vuol dire stare molte ore seduti, per lo più fermi), e per le cattive abitudini alimentari legate all’iperconnessione. In Italia è in crescita il numero di ragazze e ragazzi obesi o in sovrappeso, soprattutto al Sud, dove è maggiore anche la percentuale di 6-17enni che usano il cellulare tutti i giorni: in Sicilia il 26,7% degli adolescenti è in sovrappeso o obeso, oltre 1 su 4, percentuale superiore rispetto alla media nazionale (22,6%) e secondo dato più alto dopo la Campania (31,6%). Benché ancora non esista una definizione univoca di dipendenza da internet, in Italia ci sono 87 centri territoriali che offrono assistenza ai minorenni e solo tre sono in Sicilia: due a Palermo e uno a Ragusa.

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