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Cateno De Luca: dialogo in corso con Pd e M5S per un’alleanza alle prossime regionali in Sicilia

Le parole arrivano all’improvviso, nel corso della consueta diretta quotidiana sui social e durante un collegamento live con il deputato regionale di ‘Sud Chiama Nord’ Ismaele La Vardera per parlare delle ultime polemiche sui lavori dell’Ars e sulla finanziaria regionale.

Cateno De Luca conferma che il suo obiettivo è la presidenza della Regione siciliana ma, soprattutto, rivela il dialogo in corso con il Pd e il M5S. Un dialogo in vista di “un’eventuale alleanza” alle Regionali su cui iniziare a ragionare subito dopo le Europee di giugno 2024. C’è un elemento che per il leader di ‘Sud chiama Nord’ è dirimente: deve essere un vero “progetto di amministrazione, non di opposizione perenne”.

De Luca prende spunto per questa sortita partendo dai provvedimenti all’ordine del giorno dell’Assemblea regionale siciliana. In particolare gli esponenti di ScN respingono al mittente la narrazione di un maxi inciucio tra le forze politiche sulle varie prebende e soldi a pioggia inseriti nella Finanziaria 2023, in discussione oggi in Aula, e su presunti favoritismi di cui beneficerebbe anche un esponente del loro partito a seguito di un’interpretazione della già ribattezzata norma ‘salva-ineleggibilità’ inserita nel collegato alla Finanziaria.

Ecco alcuni passaggi della diretta di Cateno De Luca: “Stanno cercando di farci rompere un dialogo. Non neghiamo che c’è un dialogo col Pd e anche con il M5s. A entrambi ho detto che il loro problema è che devono riacquisire la credibilità dei siciliani rispetto alla pantomima che avevano fatto alle scorse primarie, quando avevano individuato Floridia battuta poi da Chinnici. I siciliani sono stanchi di questo teatrino. Dovete dimostrare – rivolgendosi direttamente ai due partiti – che avete la maturità di voler amministrare e sporcarvi le mani invece di fare opposizione”. Perché, è il ragionamento di De Luca, “i siciliani vogliono investire su un progetto di amministrazione, non di opposizione perenne”.

“Nel Pd per ora – spiega – c’è uno scontro tra coloro che vedono la nostra posizione l’unica vera strategia che possa smantellare il centrodestra in prospettiva e una piccola anima dei radical chic che invece non vogliono De Luca perché è un elefante nella cristalleria..”. “Amici Pd e 5S – prosegue il sindaco di Taormina – se l’ala che realmente vuol mettersi al servizio dei siciliani non dà un a calmata all’ala al vostro interno degli sfascisti, questo è un problema vostro. Io sono un amministratore e sono nato per amministrare e risolvere i disastri degli altri. Non sono abituato a fare il parolaio perché non campo di politica. Io lavoro per fare il presidente della Regione siciliana, non per rubarmi lo stipendio stando all’opposizione e facendo il parolaio a fondo perduto. Chi ci vuole stare in questa ottica ci sta e lavori affinché gli sfascisti vengano isolati”.

La conclusione di De Luca: “Parleremo di altro al momento opportuno, che non sarà a sei mesi dalle elezioni. La Sicilia si cambia iniziando un lavoro assieme. Capisco per ora la fibrillazione delle europee e noi ci rivedremo dopo le elezioni per cominciare un lavoro insieme. Non ho timore di confrontarmi con il mondo del Pd e del M5S e non ho timore di mettere in discussione la mia leadership che il popolo mi hanno dato. Non è una leadership in provetta. Però qua o si fa la Sicilia o si va tutti a casa. Questo diventerà il leitmotiv di un’eventuale alleanza sulla quale bisogna ragionare e bisogna isolare i parassiti di professione”.

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