HomeAttualitàChioschi di Via Teatro Greco, l'ipotesi delle nicchie non decolla

Chioschi di Via Teatro Greco, l’ipotesi delle nicchie non decolla

Aspettando l’esito del ricorso al Tar di Catania presentato dagli ambulanti contro la Soprintendenza, il dibattito sui chioschi di Via Teatro Greco si sposta in queste ore sulla proposta di ricollocazione delle strutture nella medesima arteria ma in un altro punto che possa essere meno “invasivo”. La vicenda, come ormai è noto, concerne i gazebo contro i quali le Belle Arti ha disposto la “messa in pristino” dell’area ed il conseguente sgombero con demolizione. Il Parco di Naxos ha proposto, a tal proposto, un piano alternativo finalizzato a “ricavare delle nicchie destinate alla vendita di souvenir”. Una soluzione che non convince gli otto operatori economici (circa 20 famiglie) che detengono i chioschi in Via Teatro Greco e che anche secondo l’arch. Piero Arrigo, presidente dell’Associazione “Taormina Obiettivo Recupero” non sarebbe praticabile. “L’idea di realizzare delle nicchie sarebbe inutile e dispendiosa – spiega Arrigo -e, per altro, renderebbe necessario che venissero eliminati tre cipressi secolari che ricordano lo storico passaggio in carrozza del Kaiser, e si andrebbe pure a cancellare un muro antico che ha delle valenze storiche perché composto da materiali di epoche diverse. Quindi non soltanto non risolverebbe il problema ma anzi creerebbe un danno ambientale non indifferente”. Arrigo ritiene, invece, che debbano essere immaginate delle “soluzioni alternative alle nicchie”.
“Sul retro dei chioschi esiste un’aiuola dismessa – continua Arrigo – ed un altro spazio di circa 2 metri che consentirebbe un arretramento dei chioschi senza dover scavare nicchie ed, a quel punto, si potrebbe allargare la carreggiata di Via Teatro Greco dei metri necessari”. Il progetto del Parco di Naxos-Taormina, ad ogni modo, intenderebbe liberare la centralissima arteria dai gazebo, al fine di “dare un’immagine meno caotica all’accesso principale al Teatro Antico”, come evidenziato dal direttore del parco, arch. Vera Greco, che ha ribadito: “La nostra proposta è quella di scavare delle nicchie nel muro che sostiene il terrapieno dell’hotel Timeo che si apriranno con porta in cristallo blindato. Tale ipotesi verrebbe incontro anche ai negozianti, che potrebbero continuare la loro attività e avrebbero la possibilità di allacciarsi alla rete idrica comunale, realizzare servizi igienici e ricavare dei vani deposito.Nel corso di alcuni incontri informali, la proprietà dell’hotel Timeo e con il sindaco Eligio Giardina, hanno mostrato apprezzamento per questa proposta”. Intanto i commercianti dei chioschi si sono mossi per presentare ricorso al Tar di Catania con relativa istanza finalizzata ad ottenere la sospensiva dell’ordinanza della Soprintendenza, ritenendosi comunque anche contrari ad ipotesi che prevedano una ricollocazione in altre zone della città, dove oltretutto già si trovano analoghe tipologie di insediamenti con i gazebo.

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