Domenica prossima le campane del Santuario Madonna del Carmelo suoneranno a festa. Dopo tanti anni il sogno del parroco, don Fabrizio Subba, e di tutti i parrocchiani si realizzerà.
Alle ore 10.00, il vescovo di Messina, Mons. Giovanni Accolla celebrerà uno dei riti liturgici più suggestivi e coinvolgenti: la dedicazione della chiesa e la consacrazione dell’Altare, luogo in cui si rinnova, ad ogni celebrazione, il sacrificio della croce e mensa del banchetto del corpo e sangue del Signore.
L’attuale edificio sacro, finito di ricostruire nel 1934, è stato eretto sull’area precedentemente occupata da un’antica chiesa del 1507. Sebbene siano passati 84 anni il Santuario non aveva mai ricevuto il rito della dedicazione.
Per questo evento importante don Fabrizio ha fatto realizzare dodici croci che saranno poste sotto dodici stazioni della Via Crucis e il nuovo ambone.
Il rito inizierà con una processione. Il vescovo aspergerà il popolo e le mura del santuario ricordando il Battesimo. Dopo, prima della liturgia della Parola, Mons. Accolla inaugurerà l’ambone mostrando il lezionario e annunciando solennemente: «Risuoni sempre in questo luogo la parola di Dio».
Dopo il canto delle litanie dei santi saranno deposte sotto l’altare le reliquie di martiri o di altri santi, poiché dal sacrificio di Cristo sgorga ogni martirio e santità. Quindi il vescovo canterà la solenne preghiera di dedicazione, che esalta il mistero della Chiesa con le immagini della sposa vergine e madre, della vigna, del tempio e della città.A seguire ci sarà l’unzione dell’altare e delle pareti, a ricordare che, come Cristo, anche i cristiani sono un popolo consacrato a Dio, l’incensazione dell’altare, del popolo e delle pareti, perché la chiesa è luogo della preghiera che sale al Padre come l’incenso profumato, e perché l’assemblea liturgica è il tempio santo di Dio e quindi è avvolta dalla nuvola d’incenso in segno di onore, l’illuminazione a festa dell’altare e della chiesa, perché Cristo è la luce che risplende sul suo popolo e sul mondo intero.
L’ultima parte della dedicazione sarà dedicata alla liturgia eucaristica.Infine, la reposizione dell’Eucaristia nel tabernacolo.


