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Taormina, commercio su aree pubbliche: il Consiglio approva il regolamento

TAORMINA – Via libera del Consiglio comunale alla delibera che segna il primo passo formale verso il Piano del Commercio a Taormina, un atto di cui la città ha necessità di dotarsi e sul quale si confida in una svolta dopo circa 30 anni di attesa e di polemiche sul tema. Il Civico consesso ha esitato, in questo caso, il regolamento per l’esercizio del commercio su aree pubbliche con la relativa determinazione delle aree e delle indagini sulle abitudini di acquisto dei consumatori. Il primo ed ultimo regolamento approvato a Taormina risale ormai al 1995, con uno studio che era iniziato nel 1993 e la deliberazione d’aula avvenuta due anni più tardi.

“E’ un atto propedeutico all’obiettivo principale che è quello di arrivare ad un piano del commercio e siamo partiti andando ad individuare ciò che fanno sul territorio comunale gli ambulanti con i piccoli chioschi, tra l’altro dovendo ottemperare ad un adempimento richiesto per legge ai comuni ogni quattro anni”, ha spiegato l’assessore al Commercio, Andrea Carpita. “Il commercio su aree pubbliche – evidenzia la presidente della Seconda Commissione consiliare, Maria Grazia Russotti – è la prima forma di commercio che si è verificata ovunque. Così iniziò l’attività di vendita ai cittadini, quando ancora non c’erano neanche ai negozi e le cose le si acquistavano nelle strade e nelle piazze. Ad inizio legislatura l’assessore aveva posto il problema di regolamentare ed articolare meglio il commercio sul territorio di Taormina e per questo è stato dato incarico ad una ditta per istruire uno studio sul territorio e mettere così ordine in questo settore, nelle sue varie forme esistenti. Negli ultimi anni il commercio su aree pubbliche a Taormina aveva subito delle modifiche che non erano previste dalle normative vigenti e venivano rilasciate delle autorizzazioni per un anno o sei mesi o un anno e mezzo, discostandosi dalle regole che addirittura parlano di 10 anni e nel periodo Covid di 10 anni più altri 2. E’ stata anche nominata la Commissione Commercio che non c’era più e che ha vagliato ed approvato un regolamento per individuare le aree dove può essere svolto questo tipo di attività”.

Il testo esitato prevede i siti dove e per quanto tempo può essere autorizzato il commercio su aree pubbliche, che è di tre forme, cioè di tipo “A”, su posto fisso, e poi riguarda i mercati ed il commercio ex itinerante. “Questo settore è l’unico che necessita oggi di autorizzazione, mentre la liberalizzazione avvenuta per tutte le altre forme di attività – ha evidenziato Russotti – non ha portato ad un miglioramento dell’economia ma ad una totale confusione nell’esercizio del commercio. Una volta la ristorazione nelle attività ricettive non si esercitava all’esterno e oggi il cliente trova qui il negozio, il ristorante, il bar, etc, mentre una volta l’economia veniva distribuita in modo più equo tra le varie attività presenti nel territorio.

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