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Sant’Alessio Siculo, chiuse le indagini sul depuratore: rimangono tre gli indagati

Restano tre gli indagati sulla gestione del depuratore di S. Alessio Siculo situato in contrada Cassirina e sequestrato lo scorso 29 settembre dagli uomini della Capitaneria di Porto, che hanno eseguito il provvedimento del giudice delle indagini preliminari Simona Finocchiaro. La Procura di Messina ha chiuso le indagini confermando i procedimenti nei confronti dell’ex sindaco Giovanni Foti, dell’ex responsabile dell’ufficio tecnico comunale Gaetano Faranna e della rappresentante legale della “Rizzotti Costruzioni” di Catania gestore negli anni passati dell’impianto di depurazione. Secondo la Procura avrebbero fatto funzionare il depuratore senza preoccuparsi della manutenzione e omettendo di effettuare i lavori necessari che culminarono nello sversamento in mare di liquami fognari. A Giovanni Foti e Gaetano Faranna vengono contestati i reati di omissione di atti d’ufficio mentre alla Sapienza l’inadempimento degli obblighi contrattuali previsti dal capitolato d’oneri. A tutte e tre viene anche contestato getto pericoloso di cose. I tre sono assistiti dagli avvocati Carmelo Galati, Massimo Brigandì e Pietro Fusca. Alla fine del mese di ottobre il Tribunale del riesame, presieduto dal giudice, Maria Vermiglio, ha disposto il dissequestro dell’impianto dopo l’istanza dell’attuale sindaco di Sant’Alessio dott. Domenico Aliberti, seguito dall’ avv. Filippo Brianni.

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