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Oltre 815 mila i siciliani nel mondo, in Germania e Argentina le comunità più numerose

I siciliani nel mondo sono oltre 815 mila. È quanto emerge dal ‘Rapporto Italiani nel mondo 2023’ della Fondazione Migrantes. Non solo. La Sicilia è la regione d’origine della comunità italiana quella più numerosa. Seguono la Lombardia (quasi 611 mila), la Campania (548 mila), il Veneto (526 mila) e il Lazio (quasi 502 mila).
In totale al 1° gennaio 2023 i connazionali iscritti all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero) sono 5.933.418.
I siciliani nel mondo, dunque, sono quasi il 14 per cento di tutti gli italiani che vivono all’estero. In leggera prevalenza gli uomini.
Oggi le comunità siciliane più numerose si trovano in Germania (con 270.746) e in Argentina (con 101.567), poi in Belgio, Svizzera, Francia, Stati Uniti e Regno Unito.
Con riferimento all’ultimo anno, invece, dalla Sicilia sono partiti 3.982 uomini e 3.277 donne per un totale di 7.259.
Con quasi 37 mila emigrati Palermo è la città con il numero più alto in valore assoluto. Segue Catania con 23 mila emigrati e poi una città che non è neppure capoluogo, Licata con più di 17 mila licatesi all’estero.
Un altro fenomeno interessante sono anche i rimpatri, i viaggi di ritorno. Nell’ultimo anno quasi 7 mila siciliani sono rientrati nell’isola, pari a circa il 9% del totale. A un maggior dettaglio territoriale, i flussi di connazionali provenienti dalla Germania (che sono i più numerosi e quelli mediamente più diffusi sul territorio), si dirigono prevalentemente in Sicilia (24%) e in Puglia (12%), significativi appaiono infatti i cluster di rimpatri osservati a Catania, Agrigento, Palermo.
Quali sono le ragioni di un fenomeno in aumento? La risposta la fornisce lo stesso rapporto della Fondazione Migrantes:
“L’incremento dei rientri nelle regioni del Sud merita alcune considerazioni. A nostra memoria – si legge – non è facile ricordare altre misure di politica economica che siano state in grado, a costo zero, di attrarre capitale umano qualificato nel Mezzogiorno. La leva fiscale si conferma un fattore determinante, tramite il DL Crescita del 2019 che ha previsto agevolazioni fiscali potenziate per i lavoratori che si trasferiscono nelle regioni di Sicilia, Sardegna, Puglia, Campania, Calabria e Basilicata. Questa misura è stata poi corroborata da un altro fattore, in quanto tali regioni sono diventate la meta preferita anche da molti lavoratori che sfruttano la modalità di lavoro da remoto, potendo così tornare a vivere nella regione d’origine. Stesso discorso per i lavoratori che, dato il limitato sviluppo del settore terziario in queste regioni, hanno intrapreso attività lavorative in proprio tramite l’apertura di una Partita IVA o la creazione di una attività di impresa”, conclude il rapporto.
(Marta Galano)

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