Taormina – Riflessione di Giuseppe Manuli
—
“La nostra Taormina”, guidata dal prof. Bolognari, compagine che al suo interno accoglieva istanze di vario colore e indole, aveva promesso stabilità e riforme e per raggiungere questi due poliedrici obiettivi, aveva chiamato un nuovo segretario comunale, fidato, che doveva essere la catena di trasmissione tra la volontà politica, quella delle riforme, e il corpo dei dipendenti comunali ai vari livelli di responsabilità, scelta, pure, una compagine di Giunta, a suo dire adeguata alla bisogn.
Dobbiamo riconoscere che così non è stato; già da subito le contraddizioni insite nella coalizione, sono venute fuori, e di quella stabilità necessaria a garantire le promesse fatte, messa in un cantuccio a favore del mantenimento del “potere”.
In questi, quasi tre anni abbiamo assistito al dimissionamento dell’assessore più importante quello al Bilancio (Giuseppe Caltabiano) surrogato da un uomo scelto personalmente dal sindaco.
All’allargamento della Giunta, solo per togliere dal Consiglio un elemento di instabilità, e inserirne uno più malleabile e ossequioso. Poi, di recente, l’allontanamento del segretario, che lascia, si dice, (dimissionato) per motivi personali,
Recentissimamente infine, mandato o cacciato, il dr Ferraro che, anche lui, (come detto) se pur scelto personalmente dal sindaco è stato cacciato!
Nunzio Corvaia, (a cui vanno i miei più sinceri auguri, strettamente personali, di buon lavoro) è il sostituto ed è anche il coordinatore locale di Forza Italia e va in Giunta (Forza Italia), ma resta (Forza Italia) all’opposizione in Consiglio. Strano.
Una cartina, questa, di tornasole, che fa capire a tutti che sono una pasta unica, maggioranza e opposizione!
Della qual cosa, già prima di questo straordinario evento, ne avevamo avuto sentore in diverse sedute di Consiglio Comunale, quelle, in particolare, che si chiudevano con il motto “per il bene del paese”!
Ora da quanto trapela, anche questa operazione pare sia stata fatta per il bene del paese, ma con due letture, ed un unico fine, sempre il bene del paese, una individua il bene del paese nella riconferma di Marius III; l’altra che vede Mario, il consorte della Lucia, quale bene del paese!
I due fidano sull’appoggio di Nunzio il “forzista” e dei suoi sodali non tutti forzisti e il Mario due l’ha anche scritto!
Conveniamo che alto è il profilo della politica Tauromenita!
Dall’osservatorio di Cuculunazzu.
Giuseppe Manuli


