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S. Teresa. Mancata riapertura dell’ufficio di Barracca, il sindaco Lo Giudice pronto a denunciare Poste Italiane

S. TERESA – Rischia di finire in tribunale la querelle relativa alla mancata riapertura dell’ufficio postale di Barracca, le cui porte rimangono chiuse dallo scorso 12 marzo con gravi disagi per l’utenza santateresina, costretta ad utilizzare il solo ufficio di via Delle Colline. Poco prima di Natale il sindaco Danilo Lo Giudice aveva intimato con un’ordinanza la riapertura dell’ufficio di via Francesco Crispi, ottenendo in cambio però solo una risposta stizzita di Poste Italiane. “L’evoluzione della situazione epidemiologica, il rinnovato carattere diffusivo dell’epidemia e il costante incremento dei casi a livello nazionale – ha scritto in una nota il direttore della Filiale di Messina 1, Fabio Piazza – impongono a Poste Italiane di adottare ogni misura idonea al contenimento e alla gestione dell’emergenza sanitaria”. Poste Italiane ha quindi chiesto al sindaco di S. Teresa di attivarsi, “anche in autotutela, revocando ed annullando, previa immediata sospensione dell’efficacia, i contenuti della propria ordinanza per la rimozione di ogni interferenza giuridica e fattuale allo svolgimento dei servizi da parte delle società scrivente, che ha adottato e continuerà ad adottare tutte le misure prescritte, anche dalla disciplina emergenziale, a tutela dei lavoratori e dei propri utenti”. Durissima la replica del sindaco Lo Giudice: “Siccome non sono solito farmi intimorire da questi sapientoni, ho prontamente riscontrato la nota citando anch’io qualche combinato disposto ed evidenziando la competenza dell’ordinanza sindacale in caso di emergenza sanitaria e di igiene pubblica. Non ho alcuna intenzione di ritirare l’ordinanza e se Poste Italiane non riaprirà la sede di Barracca informerà l’autorità giudiziaria competente affinché valuti la sussistenza della violazione dell’art. 650 del codice penale”. Il sindaco di S. Teresa è pronto a dare battaglia: “Vista la situazione vergognosa che si registra anche in altri comuni della provincia di Messina, con circa 40 sindaci stiamo organizzando un’azione congiunta da avviare tutti insieme. Questi signori forse pensano che da dietro la scrivania possono fare e sfare ciò che vogliono. Noi sindaci però viviamo le nostre comunità e le uniche logiche a cui rispondiamo sono la salute e il benessere dei nostri concittadini che difenderemo con ogni strumento!”.

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