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domenica, Giugno 16, 2024
HomeAttualitàE’ il momento del coraggio. - Di Gianni Miasi

E’ il momento del coraggio. – Di Gianni Miasi

Non lasciamoci influenzare dalla, falsa e gigantesca, operazione di alterazione della verità posta in essere dal nostro Governo che sta tentando di contrabbandare una sconfitta cocente riportata ieri nell’eurogruppo come una vittoria.

Non è stata una vittoria e non poteva esserlo perché il nostro peso specifico all’interno dell’Unione Europea è molto scarso, pari a quello di paesi come la Croazia , l’Estonia ed altre piccole nazioni.

Cosa altro dovrebbe fare un governo nazionale se non difendere gli interessi ed il diritto alla sopravvivenza dignitosa e paritaria dei propri cittadini ?

Così, con ogni evidenza, non è.

Non saprei dirvi se, per incapacità intrinseca dei singoli governanti e del governo nel suo insieme o perché che ci governa ubbidisce ad interessi che proprio nazionali non sono e si adegua alle imposizioni degli altri, ci troviamo in simili difficoltà.

E’ di lampante evidenza che se non si fanno investimenti per opere pubbliche per non meno di 200 miliardi di euro,così facendo lavorare centinaia di migliaia di persone le aziende, anche se si rimettessero a produrre non saprebbero a chi vendere i propri prodotti posto che,per la stragrande maggioranza di noi il denaro nelle nostre tasche sta finendo, se già non è finito.

Se la gente non lavora non percepisce uno stipendio e non acquista nulla: è un circolo vizioso ed infernale che,ben presto, rischia seriamente di portarci al dissesto.

L’Europa sarebbe disponibile a prestarci 200 miliardi di euro ma alle condizioni imposte da tedeschi ed Olandesi: con interessi altissimi ed il prestito da restituire in pochi anni.

Il problema sta proprio in questo: se l’Unione Europea ci prestasse 200 miliardi di euro senza interessi e con obbligo di restituzione fra trenta anni, potremo fare ripartire l’Italia in poco tempo riconquistando il benessere perduto.

Dubito che coloro che ci governano non abbiano presente la drammaticità della situazione attuale ma ,pur sapendolo, non fanno nulla per evitarlo; tanto,pensano, finchè durano i residui soldi che abbiamo per pagare il banco alimentare, gli stipendi,le pensioni e la cassa integrazione, tiriamo avanti, quando, inevitabilmente ciò finirà, chi verrà dopo se la vedrà.

Ho ripetuto tante volte, e lo ripeto anche oggi, che la mia generazione è nata e cresciuta con una idea di Europa forte, unita e solidale, capace di fare squadra quando uno dei paesi si fosse trovato in difficoltà.

Con ogni evidenza questa idea è tramontata, sepolta dagli egoismi nazionali sicchè,personalmente, non ho alcuna esitazione a chiamare le cose con il loro nome: l’Europa, così come l’abbiamo conosciuta e sognata non esiste più, dunque è meglio uscirne trovando , nel mondo, dei partner commerciali, finanziari e politici che ci facciano da scudo e con i quali, su basi di parità, possiamo avviare un rapporto di collaborazione.

Ci sono tanti, piccoli ma significativi, segnali di attenzione verso il nostro paese: la moglie del presidente degli Stati Uniti, Melania, telefona alla figlia del nostro Presidente della Repubblica per comunicarle che l’America ci è vicina e non ci abbandona, la Cina ci ha inviato, a più riprese, centinaia di medici e materiale sanitario mostrando così il proprio interesse per il nostro paese, la Russia ci ha inviato decine di medici e centinaia di tonnellate di materiale sanitario e di protezione individuale..

Queste superpotenze sembrano dirci: noi siamo qua, vi dimostriamo amicizia; se volete uscire da una condizione di subalternità in Europa potete allearvi con noi.

Quale scelta dovremmo fare?

Rispondo: che ci sta a fare il parlamento allora?, interpelliamolo e lasciamolo esprimere liberamente, non ci deluderà.

Tra qualche anno quando, in un senso o nell’altro, il virus sarà sconfitto e potremo riprendere appieno le nostre attività, anche se nulla sarà come l’avevamo conosciuto fino a febbraio scorso , i giochi saranno stati fatti e,se continuiamo così, come nazione ci ritroveremo come e peggio della Grecia la cui sanità, il cui sistema economico e produttivo sono stati distrutti e che, secondo stime ottimistiche, torneranno ai livelli del 2008, non prima di venti anni.

Nel frattempo, oggi in Grecia domani a noi, la gente non avrà assistenza sanitaria adeguata, solo i ricchi potranno permettersi cure appropriate, la qualità della vita sarà pessima.

Qualcuno, leggendo queste note, mi darà del catastrofista o,peggio ancora , del sostenitore di Salvini o della destra: nulla di ciò, Salvini ed il suo modo di pensare sono lontanissimi dal mio ma non posso evitare di pensare con il mio cervello..

A questo qualcuno, certamente in buona fede, auguro di potere aprire presto gli occhi e, serenamente, possa valutare ciò che sta avvenendo attorno a noi.

Forse, aprendo gli occhi e ragionando con la nostra testa, arriveremo a conclusioni diverse dalla propaganda farlocca del Governo.

Intanto Buona Pasqua.

(Gianni MIASI)

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