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Solidarietà e Cinismo. – Di Gianni Miasi

Il primo ministro albanese, Edi Rama, ha annunciato, con semplicità solenne, che trenta medici ed infermieri albanesi sono già in Italia per lottare, assieme ai nostri, contro il coronavirus.

Ha così motivato il proprio gesto : ”non possiamo dimenticare che i nostri fratelli italiani, nel nostro momento di massimo bisogno, ci hanno accolto, nutrito, ospitato. Questi nostri trenta, fra medici ed infermieri, che rappresentano le nostre riserve strategiche, sono più utili in Italia.”

In un momento di massimo nostro bisogno la piccola Albania dimostra un grande cuore ed una grande visione strategica, ci comunica che noi italiani possiamo contare su di loro .

Di ciò saremo grati per sempre e non dimenticheremo.

Nel frattempo, al di la dei proclami ottimistici, stiamo raschiando il fondo del barile; tanta, troppa, gente senza tutele, senza stipendio,pensione,reddito di cittadinanza, ha esaurito le poche risorse economiche che aveva e rischia, letteralmente, di non potere sfamare i figli.

Il vedere i supermercati, simbolo dell’abbondanza accessibile, bene o male, a tutti, essere sottoposti a sorveglianza armata per paura di saccheggi, fa venire i brividi.

Andando così avanti arriverà il momento in cui il governo,per dare ancora un poco a tutti, dovrà tagliare gli stipendi e le pensioni fino a quando,purtroppo, il rubinetto cesserà di erogare, anche in piccola parte, risorse finanziarie.

Fiduciosi ci siamo rivolti all’Europa dicendo,pressappoco: “l’Italia è in difficoltà, tutto è fermo, stiamo entrando in una spirale, incontrollabile e di non ritorno, di crisi, veniteci incontro ed autorizzateci ad emettere i “ coronabond” ossia obbligazioni che, ove disgraziatamente non potessimo onorarli alla scadenza,verrebbero pagati dalle altre nazioni d’Europa più solide e più ricche, fermo restando il nostro obbligo di restituire quanto prestatoci”.

Risposta della Germania, dell’Olanda e dei paesi del nord Europa: “ non se ne parla nemmeno, se volete che vi prestiamo del denaro dovete accettare le nostre condizioni”.

Per chi lo avesse dimenticato, le condizioni che Germania, Olanda ed altri paesi, vorrebbero imporci, sarebbero, tali e quali, quelle che sono state imposte alla Grecia con il risultato che tale nazione è stata depredata della gran parte delle proprie risorse strategiche, il suo sistema sanitario e sociale è stato fatto a pezzi e, se andrà bene, tornerà ai livelli di pre crisi nel 2040 almeno.

L’Italia, più e meglio della Grecia, è un boccone prelibato, con tantissima ricchezza materiale ed immateriale che fa gola ai nostri “amici” europei.

I tedeschi, i quali non hanno mai perso il vizio ,questa volta pensano di vincere, finalmente, la guerra che li renderà padroni dell’Europa intera con la forza del loro denaro: ci presteranno il denaro ma dovremo fare, in futuro, ciò che ci dicono nel modo che essi conoscono meglio: con ferocia e spietatezza. Non paghi i debiti, ci direbbero, ed io mi prendo Fincantieri, mi prendo l’Enel, l’Eni e così via. Da adesso in avanti voi italiani, mangiaspaghetti a tradimento, dovrete osservare scrupolosamente ciò che vi imponiamo”.

A me, francamente, tale scenario, possibilissimo, fa venire la pelle d’oca.

Vorrei suggerire una riflessione al Presidente della Repubblica, uomo saggio e ponderato, che ha già espresso il proprio rammarico, di più non poteva, per il comportamento della Germania e soci, e gli direi: “ sig. Presidente, se l’Europa è questa non è più quella che abbiamo sognato.

Qualsiasi unione, familiare, societaria,sociale, termina quando uno dei due non ha più convenienza a stare assieme.

Abbiamo a lungo sognato l’Europa della solidarietà e dell’amicizia, ci svegliamo in una Europa sorda alla solidarietà e cinica negli aiuti: non è più la nostra Europa.

Andando, ostinatamente, dietro questa Europa, finiremo schiavi di altri.

Suggerirei allora di guardarci intorno: la Russia e la Cina ci hanno espresso, con piccoli,ma significativi gesti che dicono molto di più dell’aiuto in se stesso,, la propria amicizia e vicinanza, gli Stati Uniti sono il nostro alleato storico.

Cautamente, se fossi il governo, su suggerimento del Presidente della Repubblica, aprirei un tavolo di trattative con ciascuna di queste potenze dicendo: ci occorrono 500 miliardi di euro per ripartire sulla strada della ripresa. Chi di voi è disposto a prestarceli potrà stipulare con non una alleanza strategica di lungo periodo su basi di pari dignità.

Penso che le risposte giungerebbero in men che non si dica.

Mi direte: ma come, giusto tu che ti sei sempre dimostrato europeista? adesso cambi idea e rinneghi queste idee?

Risponderei con serenità e fermezza: “non sono io ad avere rinnegato l’Europa ma è l’Europa che ha rinnegato me e la mia Italia”

 

(Gianni MIASI)

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