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venerdì, Giugno 21, 2024
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Santamaria, Scordo, Nibali: il segreto del successo dei nostri sportivi

Negli ultimi anni il territorio della provincia di Messina è balzato agli onori delle cronache nazionali e internazionali come uno dei bacini più prolifici d’Italia per quanto riguarda le eccellenze sportive. Oggi parleremo proprio di tre di loro: Roberto Santamaria, rugbista ex Benetton Treviso e oggi impegnato nella doppia carriera di giocatore/allenatore, Giuseppe Scordo, pokerista professionista, e Antonio Nibali, fratello minore di Vincenzo e tra i giovani ciclisti italiani più promettenti.

Nato a Messina nel 1986, Roberto Santamaria muove i primi passi nel mondo del rugby nelle giovanili del CUS. Qui è il Viadana a notare le sue doti di ottimo tallonatore e ad offrirgli un contratto pluriennale.

Con la franchigia lombarda, Santamaria esordisce nella Coppa Italia 2005/2006. L’anno successivo farà ancora meglio, rivelandosi ingranaggio fondamentale della squadra che vincerà Coppa Italia e Supercoppa, guadagnandosi la partecipazione all’Heineken Cup. Il 2010 è l’anno della ribalta internazionale. Con la nascita della Celtic League, il messinese entra a far parte degli Aironi, una delle due compagini italiane invitate nella superlega europea di cui sarà prima vice-capitano e poi capitano l’anno successivo.

La prima esperienza all’estero finisce nel 2012, anno in cui Santamaria ritorna a Viadana. Un solo anno ed è tempo di fare nuovamente le valigie. Questa volta la direzione è Doncaster, in Inghilterra. Con la maglia dei Knights il tallonatore siciliano consegue la promozione in Championship prima di tornare per la terza volta a Viadana. Ormai formatosi completamente come giocatore, viene chiamato nel 2015/2016 dalla Benetton Treviso in Pro 14, franchigia con cui trascorrerà le due annate successive.

Chiusa la parentesi con i biancoverdi Santamaria torna al Petrarca Padova dove vince uno scudetto al primo anno e raggiunge le semifinali la stagione seguente. Nel frattempo porta avanti la carriera di allenatore. E con ottimi risultati. Chiamato come head coach dal Rugby Casale in Serie B ottiene la promozione in A al primo tentativo.

Dal rettangolo verde al tavolo verde il passo è più corto di quanto si creda. Del tavolo verde è uno dei maggiori talenti nazionali Giuseppe Scordo, pokerista professionista, conosciuto al grande pubblico grazie alla partecipazione al reality “La Casa degli Assi” dedicato al Texas Hold’em sportivo.

Nato a Palmi ma residente a Messina, Scordo si iscrive nel 2014 ai tornei online di PokerStars che qualificano all’evento televisivo. Battuti decine di migliaia di avversari, il messinese entra in trasmissione e si farà valere in un’esperienza che risulterà fondamentale per la sua carriera sportiva.

Da lì è iniziato un percorso di crescita che l’ha visto conquistare un tavolo finale nel Sunday Special di PokerStars nel 2015, il successo nel Night On Stars del 2016 organizzato dalla casa della Picca Rossa e la vittoria nell’Ultra Deep 2017, uno dei tornei più prestigiosi che si disputano ai tavoli della celebre poker room.

Dopo un’altra piazza d’onore nel Night On Stars, Scordo ha deciso di intraprendere un percorso di studio delle principali varianti della disciplina che ha fatto di lui uno dei giocatori più completi del panorama nazionale.

27 anni, un cognome importante ma tanta voglia di ben figurare e mettersi in mostra. Antonio Nibali, nelle ultime stagioni ha dimostrato di meritarsi a pieno titolo il suo posto nei professionisti e di non essere solo il fratello minore di Vincenzo, uno dei campioni più importanti del ciclismo italiano degli ultimi anni. Passato nei pro nel 2015, Antonio ottiene il primo piazzamento di rilievo la stagione successiva quando si piazza settimo in una frazione del Tour of Japan, conquistando anche l’undicesimo posto nella classifica generale. Un risultato e una crescita importanti che convincono il Team Bahrain Merida a dargli la prima chance in una squadra World Tour. Il suo ruolo? Quello di gregario principale del fratello Vincenzo.

E dopo un fisiologico periodo di adattamento, Antonio ha fatto di tutto per dimostrare di meritarsi questa possibilità. Alla Vuelta 2017 è stato fondamentale per il fratello nel ruolo di apripista sulle salite più difficili, mentre nel 2018 è arrivata anche la prima vittoria da professionista. L’uomo della Bahrain Merida ha alzato le braccia al cielo sul traguardo della settima tappa del Giro d’Austria, 129 chilometri da Waidhofen/Ybbs a Sonntagberg imponendosi per distacco sul polacco Pawel Cieslik e sul russo Artem Nych.

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