HomeAttualitàVentilate dimissioni del sindaco Foti: sono già sei i potenziali candidati.

Ventilate dimissioni del sindaco Foti: sono già sei i potenziali candidati.

FURCI SICULO – Appena si è sparsa la notizia che il sindaco, dott. Sebastiano Foti, avrebbe presentato le dimissioni da primo cittadino, si sono scatenate in paese le forze politiche per mettersi in corsa per la conquista del Palazzo. Non si conoscono i motivi che porterebbero il sindaco alle dimissioni, però nelle sue dichiarazioni al nostro giornale ha detto chiaramente che a fine settembre, quando terminerà l’estate, rimetterebbe il mandato. Sebastiano Foti è stato eletto sindaco nel 2013. Ha vinto il confronto con l’ex consigliere provinciale Matteo Francialia per pochi voti (circa trenta) e dovrebbe restare in carica fino al mese di giugno del 2018. Però le sue ventilate dimissioni hanno messo in corsa le forze politiche locali. Sino a questo momento sarebbero di certo quattro i candidati a sindaco alle prossime votazioni: la prof. Nina Foti, già assessore al tempo di Bruno Parisi sindaco, Matteo Francilia ex consigliere provinciale e già candidato a primo cittadino nel 2013, l’avv. Francesco Rigano, attuale capogruppo di minoranza e vice sindaco nella gestione Parisi ed anche Tino Vinci, già assessore con lo stesso Foti dieci anni fa. Ma si parla pure del prof. Salvatore Di Nuzzo primario all’ospedale di Taormina e dell’avv. Maria Vera Scarcella, attuale vice sindaco. Quest’ultima alle votazioni del 2013 è stata la più votata nelle due liste, raccogliendo tantissimi suffragi. La cosa strana è che il Comune sta attraversando un momento storico molto delicato e non solo per le casse in perenne rosso, ma perché  con lo scandalo dei 54 impiegati comunali indagati per assenteismo, al Comune si respira un’aria odiosa e  ripugnante.  Non c’è più serenità e dove mancano pace e tranquillità governare diventa problematico. Pur in presenza di questi evidenti e gravi disagi, sono ben sei i nomi che circolano in paese e che aspirerebbero a governare Furci. In attesa delle votazioni di giugno 2018, il Comune verrebbe affidato, sempre che il sindaco concretizzasse le dimissioni, ad un commissario straordinario. Ed anche qui i disagi aumenterebbero,  non solo per le tante spese che dovrà sostenere il Comune, ma perché si continuerebbe a segnare il passo, nell’indifferenza generale.

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