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Sollevarono una dipendente dalle sue mansioni per “incapacità professionale”. Il tribunale condanna il Comune a risarcirla con 50mila euro

CASALVECCHIO – Un indennizzo di 50mila euro dovrà essere pagato dal Comune di Casalvecchio ad una ex dipendente che nel 2009 venne sollevata dalle mansioni superiori quale responsabile dell’ufficio di ragioneria, “per incapacità professionale”, venne scritto nella delibera di giunta approvata dal sindaco Onofrio Rigano, dal vice sindaco Onofrio Santoro e dall’assessore Miuccio. La vicenda ebbe anche un risvolto penale con il rinvio a giudizio del sindaco Onofrio Rigano richiesto dal Prefetto e dal Giudice del Lavoro che si occuparono del caso. La dipendente il giorno prima della revoca aveva presentato il bilancio consuntivo muovendo numerosi rilievi sulla gestione delle finanze del Comune.  In seguito ci fu anche l’arresto di un dipendente perchè si era appropriato del denaro della gestione cimiteriale.  Ci fu da parte della dipendente I.C. il ricordo al giudice del lavoro che con decisione del 31.12.2009 dispose l’immediato reintegro della Casablanca. Il comune si oppose per altre due volte alla decisione del collegio arbitrale soccombendo in tutti e tre i ricorsi. Il sindaco omise di adempiere alle ordinanze del giudice del lavoro, anche dopo la notifica di due decreti ingiuntivi. A questo punto l’impiegata scrisse al Prefetto sollevando il caso. La prefettura trasmise gli atti alla Procura della Repubblica. Da qui il rinvio a giudizio di Rigano.

La dipendente (oggi ex) ottenne giustizia dal tribunale di Messina che con sentenza del 2015 condannò il Comune ad indennizzarla con 50mila euro “per la lesione alla sua immagine ed al suo prestigio professionale”. Adesso il comune di Casalvecchio, dopo avere riconosciuto il debito fuori bilancio, ha raggiunto un accordo con la ex dipendente per una rateizzazione del debito (marzo e dicembre 2017 e  aprile 2018). (gi.pu.)

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