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Dopo il rinvio a giudizio De Luca rincara la dose. “Dimostrerò la scorrettezza della Cgil”

Dopo il rinvio a giudizio per diffamazione, Cateno De Luca rincara la dose: “La CGIL voleva costringermi a mantenere 10 operai in più facendone pagare il costo ala comunità quando possono essere ben utilizzati in atri servizi presso altre strutture. Io comunque non ho accettato il la multa di 2 mila euro perché voglio dimostrare in dibattimento la scorrettezza della CGIL”.

Come abbiamo riferito ieri, il gip Monia De Francesco ha disposto il rinvio a giudizio, in seguito ad opposizione a decreto penale di condanna, di Cateno De Luca, sindaco di Santa Teresa di Riva, per avere diffamato con frasi offensive Clara Crocè, segretaria generale della Cigl Messina e Carmelo Pino, segretario provinciale Fp Cgil, con un post sul proprio profilo Facebook, nell’agosto rovente del 2015 quando sindacati e comune si scontrarono per il numero di lavoratori che dovevano passare all’Aro S.Teresa. La prima udienza è prevista per il 23 giugno 2017. De Luca in prima istanza era stato condannato ad una multa di 2000 euro, ma si era opposto chiedendo il dibattimento.

In quell’agosto 2015 il clima a S.Teresa era particolarmente infuocato e negli incontri tra i rappresentati sindacali dei lavoratori che dovevano passare all’Aro Comunale ed i rappresentanti del comune di Santa Teresa di Riva, sprigionavano scintille. La Fp Cgil, in particolare, guidata nei vari tavoli da Carmelo Pino, difendeva a spada tratti il diritto dei 22 lavoratori utilizzati dall’Ato4 a S. Teresa di passare nell’Aro, mentre il Comune aveva predisposto un piano strategico che ne utilizzava solo 12. La metà, quindi, che significava dimezzare i costi dell’igiene ambientale. Dopo un comunicato stampa della Fp Cgil Cateno De Luca pubblicò una nota su Facebook con espressioni infamanti del ruolo delle associazioni sindacali. Ci fu la querela di Crocè e Pino. Il gip De Francecco ha ritenuto particolarmente offensive alcune frasi contenute in quel post come “I sindacati ora mi hanno istituzionalmente rotto le palle … scriverò all’antimafia ed alle procure …questa mafuia a difesa dell’indifendibile … cioè di un sistema che ha dissanguato i comuni e le tasche dei cittadini deve essere debellata … basta con queste mafiosità sindacali … Ma il sindacato deve continuare a difendere gente raccomandata dalla politica e dal sindacato che è entro nel sistema Ato per raccomandazione e non per concorso … cioè con metodi mafiosi … che schifo”.

“E altre di analogo tenore” annota il Gip il quale ha contestato anche l’aggravante per avere commesso il fatto con la diffusione attraverso il social  network.

Visto il decreto penale depositato il 30 dicembre 2016 con il quale nei confronti di De Luca è stata pronunciata condanna alla pena di 2000 euro di multa, rilevato che  è stata proposta opposizione con la richiesta di procedersi a dibattimento, il gip ha disposto il giudizio davanti al Tribunale in composizione monocratica.

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