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Oro di S.Onofrio, ci scrive padre Gerry Currò

Padre Gerry Currò, ex parroco di Casalvecchio, ci scrive per puntualizzare alcuni aspetti della questione “oro di S.Onofrio”. 
Pubblichiamo integralmente

Alla Comunità Cristiana di Casalvecchio Siculo

 

Carissimi Fratelli e Sorelle sono veramente e profondamente addolorato per ciò che è accaduto in questi giorni a Casalvecchio. È vero che certe cose non dovrebbero mai accadere.

Nei decenni passati mai nessuno si sarebbe permesso di toccare in un paese l’oro del Santo Patrono, ma purtroppo ahimè oggi accade questo ed altro.

In questi giorni ho letto ed ascoltato tanto: dichiarazioni, comunicati, interviste, articoli giornalistici che purtroppo non riportano mai la verità tutta intera.

Ho avuto modo di verificare che tante parole vengono cambiate o mal interpretate, tante frasi vengono tagliate scrivendone o dicendone solo una parte, e chi conosce la lingua italiana sa bene che fare questo significa solo dare interpretazioni arbitrarie e maliziose a certi fatti o eventi.

Mi dispiace tanto che certe cose accadono all’interno della Chiesa, ma purtroppo anche la Chiesa è fatta di uomini peccatori, che disgraziatamente hanno sempre un solo vizio; per difendere se stessi accusano altri pensando che spostando l’attenzione sugli altri eliminano responsabilità o sensi di colpa propri. Facendo credere spesso di essere come gli Scribi e i Farisei immuni da sbagli o peccati.

 

Questa mia lettera non è una accusa rivolta ad alcuna persona laica o clericale, ma sento il dovere di comunicare al popolo di Casalvecchio, del quale sono stato Pastore per nove anni, alcune precisazioni. Ciò lo devo per tutto l’affetto, la stima e la fiducia che hanno riposto in me per tutta la durata del mio mandato pastorale.

Negli anni in cui sono stato parroco il manto con l’oro di S. Onofrio veniva sempre custodito regolarmente nella cassetta di sicurezza del Banco di Sicilia e mai mi sono infastidito della responsabilità o del disagio di dover provvedere al trasporto dei preziosi dalla Banca a Casalvecchio come qualcuno stupidamente ha scritto, perché l’ho sempre fatto. Non andavo mai da solo, ma sempre accompagnato da altre due persone.

Negli anni avevo sempre manifestato ai miei collaboratori il desiderio di realizzare un bel Museo di Arte Sacra con telecamere e stanza blindata per tutte le cose preziose che Casalvecchio possiede e merita di custodire, ma chiaramente aggiungevo sempre, se il Signore vorrà e sarò con voi lo faremo insieme.

Consapevole pure delle reali difficoltà economiche della Parrocchia non mi sono mai azzardato ad iniziare opere faraoniche che non potevano essere pagate, ma nel contempo confidavo anche nella generosità del popolo di Casalvecchio, visto che in nove anni con la vostra grande generosità sono state realizzati:

1)    l’Impianto d’Illuminazione della Chiesa Madre;

2)    l’Impianto d’Amplificazione in Chiesa Madre;

3)    l’impianto automatizzato delle campane con telecomando, unico in tutta la vallata in Chiesa Madre;

4)    Restauro delle Tele degli Altari Laterali della Chiesa Madre;

5)     Infissi-Finestre-Pavimentazione-Impianto di riscaldamento-Mobili cucine e camera da letto-Rivestimenti e sanitari Bagni, tendaggi ecc…nell’adiacente Casa Canonica.

 

Nell’ultimo periodo si era anche iniziato il lavoro di trasferimento dei preziosi d’oro su una stoffa nuova e nel contempo si iniziava a sistemare gli ex voto con una cucitura più adeguata previa catalogazione. Era necessario procedere a ciò in quanto continuamente molti devoti portavano oggetti che volevano vedere cuciti sul manto, e capite bene che non sempre si poteva metterli subito.

Si approfittava del periodo della Festa di settembre per fare queste operazioni di aggiunta dei monili d’oro donati. Si compiva tale operazione nei giorni prima o subito dopo la festa.

Si agiva così in quanto prelevare il manto nella cassetta di sicurezza era un’operazione complicata. Non si poteva andare in banca senza preavviso, ma bisognava telefonare molto tempo prima e prenotare l’ingresso nella camera di sicurezza, accompagnati da una scorta.

Per un periodo, giusto il tempo di realizzare il nuovo manto, presi la decisione di custodire l’oro di S. Onofrio a Casalvecchio, ma non ho mai detto ad alcuno che non lo avremmo più riportato in banca o che sarebbe per sempre stato tenuto a Casalvecchio, era solo una esigenza temporanea.

Tra l’altro in Banca vi era sempre depositato l’oro dell’Annunziata che mi era stato consegnato dalla Famiglia Crisafulli alla presenza dei Confrati, per essere custodito, e lì è rimasto sempre. Durante la mia permanenza l’oro dell’Annunziata non è stato mai toccato dalla Banca e portato a Casalvecchio o altrove.

Dopo la festa di Sant’Onofrio del settembre 2010 mi veniva comunicato che dovevo lasciare Casalvecchio Siculo e che non dovevo comunicarlo subito ma aspettare la comunicazione ufficiale. Dovendo quindi procedere alle consegne di tutto, temporaneamente l’oro rimaneva sotto la mia custodia e comunicai questa mia decisione al giovane dell’intervista che si occupava del Museo. Il quale giovane ha sempre provveduto alla custodia di tutto il Patrimonio del museo parrocchiale con grande zelo e disponibilità. In otto anni non ho mai avuto fatti o occasioni per dubitare della sua onestà, pertanto ho sempre riposto in lui totale fiducia.

 

A gennaio 2011 al mio successore fra le tante cose comunicavo che l’oro di Sant’Onofrio era custodito momentaneamente a Casalvecchio ma che esisteva una cassetta di sicurezza in cui era custodito l’oro dell’Annunziata e all’interno della quale di solito si riportava l’oro di S. Onofrio dopo la festa. Ho esternato anche il desiderio del famoso progetto di un bel museo con stanza blindata….ma dissi al nuovo parroco, sentiti libero di realizzarlo oppure di riportarlo in Banca.

Dissi anche che era necessario custodire i preziosi e eventualmente fare il cambio del nome dell’intestatario della cassetta di sicurezza in banca.

Ovviamente non potevo essere titolare di una cassetta in banca che conteneva oggetti preziosi che non erano più di mia competenza.

Desidero raccontare i fatti e non i commenti o le facili interpretazioni o le cattive allusioni, che non fanno bene a nessuno.

Da Gennaio 2011 ad Aprile 2013 ho sempre pagato la Cassetta di sicurezza in banca comunicando puntualmente ogni anno al Parroco il sollecito di pagamento di € 267,00, ma dal nuovo parroco di Casalvecchio non ho mai ricevuto un euro. Dunque nel 2011 non c’era alcuna scadenza.

Quando a Casalvecchio venne organizzata la Festa dell’Annunziata tutti si ricordarono della cassetta di sicurezza in cui è custodito l’oro dell’Annunziata e dunque ricevo la telefonata….”dobbiamo prendere l’oro per la festa”, ancora una volta faccio presente che la cassetta è a disposizione e che non è corretto che continui io ad essere l’intestatario, pertanto, comunico la seguente frase: “o procedete al cambio del nome o disdico tutto e chiudo la cassetta” La risposta che mi venne data è la seguente: “non c’è bisogno della cassetta lo teniamo insieme a quello di S. Onofrio”.

Riassumendo, ho pagato di tasca mia, per gli anni 2011, 2012, 2013 una cassetta di sicurezza pur non essendo più il parroco di Casalvecchio. Chiaramente i pagamenti sono tutti verificabili perché fatti con bonifico, e allego copia alla presente.

 

La mia lettera alla Comunità non è un accusa contro nessuno, ma in coscienza, io non sono stato mai superficiale nelle mie decisioni, e anche se non mi sono mai intromesso nelle decisioni o cambiamenti apportati dai miei successori, non desidero prendermi colpe o responsabilità che non mi appartengono.

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