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lunedì, Giugno 24, 2024
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Fiaccolata per l’oro di Sant’Onofrio

CASALVECCHIO –  Una fiaccolata ha unito tutto il paese attorno al suo santo patrono, per reagire con forza al furto dell’oro ed esprimere tutto lo sdegno e la riprovazione per questo furto sacrilego che ha privato la comunità di una parte della sua storia rappresentata dagli ex voto che i fedeli nel corso degli anni hanno donato al santo eremita di Casalvecchio. La fiaccolata organizzata dai giovani della parrocchia è stata partecipata e sentita. Dalla chiesa il corteo si è snodato su due ali  lungo la via principale con il testa il parroco padre Gabriele Sgroi, i rappresentanti del comitato festa, le autorità istituzionali. Raggiunta la villetta comunale, il corteo ha fatto ritorno in chiesa dove è stata celebrata una messa. “La speranza unisce i cuori”, così i giovani casalvetini  hanno voluto chiamare alla riflessione i loro compaesani dopo quel furto che ha risvegliato il sentimento dell’appartenenza.

Le indagini, intanto, proseguono. I carabinieri non tralasciano alcuna pista. Sono state interrogate alcune persone, di Casalvecchio e non, e sono stati visionati filmati di telecamere di sorveglianza disseminate tra Casalvecchio e Santa Teresa. Un lavoro certosino che prima o poi darà i suoi frutti.

Il furto dell’oro di Sant’Onofrio e della Confraternita della SS. Annunziata è stato messo a segno la notte tra il 31 gennaio ed il 1 febbraio. Ignoti hanno violato il museo parrocchiale andando praticamente a colpo sicuro nel nascondiglio dell’oro. Non hanno preso null’altro e dire che in quel museo c’erano arredi d’argento di gran valore venale e storico. I ladri hanno “puntato” l’oro: 800 oggetti, secondo un inventario curato da uno dei parroci che in questi dieci anni si sono succeduti a Casalvecchio, per un valore di oltre 500 mila euro. Quella notte, oltre all’impianto di allarme che non funzionava da tempo, erano anche spente le telecamere di sorveglianza poste all’esterno del museo e della chiesa. Troppe coincidenze per non alimentare sospetti “nostrani”. Il giorno dopo il furto la popolazione si è mobilitata chiedendo risposte ai tanti, troppi, punti interrogativi. Il sindaco Marco Saetti ha scritto alla Curia ed in Vaticano chiedendo chiarezza, mentre i gioielli rimasti sono stati messi al sicuro in banca. E per salvare il salvabile Archeoclub e Osservatorio dei Beni culturali hanno chiesto una catalogazione fotografica dei beni custoditi nelle parrocchie. (gi.pu.)

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