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martedì, Giugno 25, 2024
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In consiglio passa la stangata. Sacrifici inevitabili per salvare il salvabile

SANT’ALESSIO – Il dissesto è stato evitato. Il consiglio comunale di Sant’Alessio, seppure con una maggioranza risicata (5 si, contro 4 no), ha approvato il “Piano di Riequilibrio” finanziario pluriennale da 2,5 milioni di euro che “salva” il Comune dal default ma costringerà i  contribuenti alessesi a mettere mano al portafoglio per ripianare tutti i debiti nei prossimi dieci anni.

Proseguendo nella politica di risanamento che l’attuale amministrazione comunale ha iniziato sin dal proprio insediamento, il Consiglio Comunale, con cinque voti favorevoli (Trischitta, Bartorilla, Molino, Pasquale, Cannavò,) quattro contrari (il gruppo di minoranza, Riggio, Carnabuci, Moschella, Trovato) ha approvato la manovra che ammonta complessivamente ad euro 2.482.275,23 che si riferiscono a 782.275,23 euro a transazioni e debiti fuori bilancio inerenti la spesa corrente (Legali, Imprese, fornitori ecc..); 1.530.000 euro a debiti per spese di investimento da ripianare tramite ricorso all’indebitamento presso la cassa depositi espressi e che sono frutto, una parte, di incarichi di progettazione di opere pubbliche conferiti nel passato; un’altra parte riguarda l’ormai noto lodo arbitrale per i lavori di costruzione della barriera soffolta, primo lotto funzionale e debiti connessi che sfiora i 400 mila euro. Vi è poi il contenzioso in essere che è stato stimato in euro 170.000,00.

Per ripianare i debiti in questione, si è previsto l’ulteriore taglio delle residue spese correnti rimaste comprimibili e di quelle riferite al personale. E’ stata ridotta, infatti, la dotazione organica, da 45 a 40 unità, facendo salvi i posti per tutto il personale di ruolo, contrattisti ed LSU, attualmente in forza presso l’ente.

Sul lato delle entrate, oltre a beneficiare dei proventi derivanti dalla lotta all’evasione fiscale ed al conseguente incremento di tutte le entrate proprie, si è dovuto adeguare, per obbligo di legge, la tariffa dell’acquedotto, per la copertura del 100% del relativo costo del servizio e prevedere, al fine di rendere sostenibile il piano di riequilibrio, l’aumento dell’addizionale comunale Irpef. 

La manovra ha sollevato molte polemiche, dentro e fuori il consiglio, perché si ritiene che, essendo il 90% dei comuni siciliani nelle stesse condizioni di Sant’Alessio, prima o poi sarebbe stata la Regione a ripianare tutti i debiti. L’assessore al bilancio Giuseppe Bartorilla ha, invece, preferito rimanere con i piedi per terra, evitando ai suoi concittadini il disonore del dissesto (il secondo dopo quello degli anni Ottanta).

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