SANT’ALESSIO – Cinque anni sono passati quando una gran quantità di terra e fango si staccarono dalla collina sottostante la strada provinciale 16 S.Alessio – Forza D’Agrò e finì sulla ss 114 Messina – Catania interrompendola al km. 37 (secondo tornante di Capo S.Alessio). La strada rimase chiusa per oltre due mesi, poi ci fu la protesta dei sindaci del comprensorio, ma soprattutto il passaggio della tappa del 94° Giro d’Italia e così l’Anas il 15 maggio del 2011, riducendo il fronte della frana, riuscì a ripristinare il passaggio di auto e mezzi e del Giro in cui c’era Nibali. Passato il Giro nulla più si è mosso. Anche la frana se ne è rimasta ferma, così, nel bene e nel male, anche se su corsia ridotta, a quel km. 37 in qualche modo di passa. C’è una sorta di palleggio di responsabilità tra ex Provincia e Anas. La prima ritiene di avere messo in sicurezza il tratto di strada provinciale interessato reggimentando la raccolta delle acque, difatti da un paio d’anni il costone tiene. L’Anas sostiene che occorrono altri lavori, quindi non interviene. Ora ritorna il Giro d’Italia, ci sarà la tappa Pedara – Messina, la carovana passerà sulla ss 114 e dovrà confrontarsi con quella strettoia al km. 37. In cinque anni non è stata mossa pietra, si è tirato avanti alla giornata sperando che piogge e maltempo non peggiorassero la situazione. Ma la Riviera Jonica non può continuare a vivere con quella spada di Damoclè che non viene eliminata per inadempienze impiegabili. Sant’Alessio ha partito mesi e mesi di “isolamento” con l’interruzione della ss. 114 prima per la frana sul Capo e poi per i lavori per il sottopasso ferroviario dettati dalla necessità di eliminare il passaggio a livello. Il sindaco di Sant’Alessio ha mosso mare e monti, ma se non passava il Giro d’Italia la Messina – Catania sarebbe rimasta interrotta chissà per quanto tempo ancora. Ora si festeggia il quinto anniversario del passaggio della carovana del Giro, con una nuova tappa. Ma non si può non ricordare che una frana continui ad incombere sulla viabilità della Riviera Jonica come una spada di Damocle: finora è andata bene, nulla si è mosso. Ma non sempre si può confidare sulla buona stella.


