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Case popolari, figli e figliastri

SANTA TERESA DI RIVA – Nuovi alloggi popolari a Santa Teresa, anno zero. Anzi, sottozero. Mentre quelli vecchi cadono a pezzi. Con determina del direttore dell’ufficio tecnico, Franco Cisto, il comune sta provvedendo alla ristrutturazione del vano bagno di un alloggio popolare di via Fiorentino “stante la precaria situazione igienico sanitaria venutasi a creare”. La spesa ammonta a quasi 6mila euro ed i lavori sono stati già affidati ad una ditta del luogo.

La curiosità sta nel fatto che il comune-padrone di casa sta intervenendo con tempestività (la segnalazione è dello scorso settembre e, considerati i tempi burocratici, si è fatto veramente in fretta) mentre qualche centinaio di metri più in là gli inquilini di alloggi popolari attendo che l’Iacp risolva il problema di una fognatura che fa reflui da tutte le parti. Appelli, segnalazioni, proteste, istanze, tutto caduto nel vuoto. Per gli inquilini degli alloggi popolari di via Delle Colline continua il calvario iniziato da quando lo scarico  è stato collegato alla fognatura comunale al servizio del complesso di quegli alloggi popolari. Tra scarico e allaccio ci sarebbe un certo dislivello, tanto quanto basta perché i reflui si blocchino per formare una specie di tappo che rispedisce tutto indietro. Le cantine si allagano, le palazzine vengono invase da un odore tremendo. Situazione da terzo mondo.

Gli alloggi sono dell’Iacp che scarica il problema sugli inquilini che dovrebbero provvedere autonomamente ed a proprie spese a far intervenire l’auto espurgo per eliminare il problema che, purtroppo per loro, si presenta con una certa frequenza. Chi abita in un alloggio popolare non naviga certo nell’oro, ci sono persone con disabilità, anziani non autosufficienti, lavoratori che non hanno lavoro o pensionati con una pensione da fame. Possono farsi carico di un problema che nasce a monte e non finisce a valle, per un problema di pendenza?

E dire che il comune di Santa Teresa e l’Iacp c’era stata comunione di intenti per la realizzazione di 50 nuovi alloggi popolari vista la grave emergenza abitativa. Il Comune si dichiarava disponibile e fare la suia parte mettendo a disposizione un’area di 2500 metriquadrati a Torrevarata. Ci furono incontri seguiti da sopralluoghi fino ad arrivare al dunque con la lettera ufficiale dell’Iacp  (novembre 2014) con la quale si dichiarava disponibile a realizzare gli alloggi richiesti, con un piccolo aiutino economico da parte del Comune, e chiedeva all’Ente  di  fornire la relazione geologica  che indicasse la stratigrafia, l’esistenza di eventuali faglie, e le caratteristiche geologiche e geotecniche del terreno “che – sottolineava l’Iacp – è ancora di proprietà di soggetti diversi”.  Il Commissario straordinario, ing. Venerando Lo Conti, chiariva che “viste le recenti esperienze in altri siti di altri comuni, l’esito di tale indagine geologica era vincolante e preliminare”. Un anno è già passato, e finalmente è stato affidato l’incarico. Al geologo.

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