Tutti prosciolti con la formula più ampia, ovvero «perché il fatto non sussiste». Si è conclusa così nel primo pomeriggio di ieri a Messina l’udienza preliminare davanti al gup Giovanni De Marco per le presunte false fatturazioni delle società Dioniso srl e Sviluppo Sociale srl, che vedeva coinvolti l’ex sindaco di Fiumedinisi Cateno De Luca, oggi primo cittadino a S. Teresa di Riva, il fratello Tindaro e altre quattro persone.
Una lunga lista di capi d’imputazione tutti relativi ad una serie di sponsorizzazioni di società sportive dilettantistiche che secondo la procura peloritana furono fatturate tra Messina, Savoca e S. Teresa, tra il 2008 e il 2011, per importi tra i 30.000 e i 60.000 euro, solo ai fini della evasione fiscale e per operazioni inesistenti.
Ma le ipotesi di reato originarie non hanno completamente retto al confronto accusa-difesa, e una costola del procedimento principale a carico dell’ex parlamentare regionale si è chiusa quindi con il proscioglimento totale.
Erano in tutto sei gli imputati. Oltre a De Luca, come rappresentante legale della Dioniso srl, e al fratello Tindaro come rappresentante legale della Sviluppo Sociale srl, c’erano anche Giuseppina Carmelina Cassaniti, Domenico Nucita, Nunziatina Cisca e Domenico Saglimbene, in qualità di referenti delle società sportive.
Per tutti, e per tutti i capi d’imputazione, il gup De Marco ha deciso il proscioglimento con la formula «perché il fatto non sussiste». L’accusa, ieri c’era il pm Piero Vinci, aveva invece richiesto alcuni proscioglimenti ma anche il rinvio a giudizio per altri capi d’imputazione.
Teorie difensive accolte quindi per gli avvocati Carlo Taormina, Tommaso Micalizzi, Angela Lo Turco, Andrea Lando e Massimo Principato, che ieri hanno a lungo discusso chiedendo il proscioglimento totale.
Al centro di questo troncone processuale c’erano in pratica le risultanze di una serie di accertamenti investigativi di carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale, che vennero effettuati dopo l’inchiesta principale sull’ex parlamentare, legata alla gestione del cosiddetto “contratto di quartiere” durante la sua sindacatura a Fiumedinisi. (n.a.)
(tratto da Gazzetta del Sud)
Ed ecco la dichiarazione a caldo del supremo:
Emessa in questo momento la sentenza del GIUDICE DELLE INDAGINI PRELIMINARE
dopo 4 anni di indagini , intercettazioni telefoniche , pedinamenti durante le ultime mie campagne elettorali ….
Abbiamo finalmente dimostrato che non ho commesso i reati che mi contestavano : appropriazione indebita – abuso d’ufficio – peculato …
Quante notti insonni passate sulle carte …
Quanti soldi spesi per gli avvocati ed i consulenti …
Dei 17 procedimenti penali aperti nei miei confronti in questi anni …. Sedici chiusi in mio favore …
L’ultimo è’ ancora in corso e ci farà ancora penare per qualche anno ..
ANDIAMO AVANTI !
Ieri sera un lungo applauso lo ha accolto all’ingresso in consiglio comunale dopo lo … scampato pericolo.
“Ci siamo tolti un grosso peso” ha sottolineato.
In nottata, però, ha postato sul suo proilo facebook questo commento … sibillino
“
IL PROFESSOR CARLO TAORMINA ….
sostiene che in un tribunale non si persegue la verità dei fatti …
Ma tutto si basa sulla verità che sei capace di dimostrare e provare …
ECCO LA DISCRIMINE TRA GIUSTIZIA GIUSTA E GIUSTIZIA INGIUSTA ….
Buonanotte amici miei …
GRAZIE PER IL VOSTRO AFFETTO !


