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giovedì, Giugno 13, 2024
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Significativa lettera di mons. Giò Tavilla alla cittadinanza

 

 

Furci Siculo –  Da cinque anni alla guida delle comunità religiose di Furci, Grotte e Calcare, il parroco mons. Giò Tavilla, ha indirizzato una significativa lettera ai fedeli e alla cittadinanza. Eccola:

“Nello scorrere veloce del tempo, mi fermo idealmente un attimo con tutti voi per aprire il cuore ai sentimenti della mia gratitudine, che in questo singolare giorno del 22 novembre ha visto per la prima volta il mio giungere in mezzo a voi.

Sono trascorsi 5 anni da quel giorno in cui iniziava per me e per voi un nuovo e inatteso percorso, che avrebbe trovato pienezza il successivo 31 gennaio, con la mia nomina a parroco delle nostre due amate comunità.

Come non tacere l’emozione del cuore, che in questi cinque anni pulsa di uno stupore sempre nuovo! Come non dire grazie a Dio per tanta grazia e tanto amore manifestatomi nel condurmi in mezzo a voi, rendendomi vostro parroco e segno di Cristo buon Pastore! Come non esprimere a tutti voi – a cominciare dagli operatori pastorali miei primi, cari ed insostituibili consiglieri e collaboratori nell’opera di evangelizzazione – la mia riconoscenza per avermi accolto nel vostro cuore e nel vostro vissuto, per camminare insieme e volare alto là dove l’amore di Dio ci chiama per la felicità piena della nostra vita! Consapevole dei miei limiti chiedo anche scusa se non ho ancora saputo raggiungere tutti e portare ad ognuno la speranza di Cristo.

Cinque anni hanno visto la nostra meravigliosa crescita in umanità e in santità. Ci stiamo impegnando a seguire Cristo, non le nostre convinzioni personali, anzi – lasciando presunte sicurezze – ci lasciamo condurre da Lui per leggere la storia con occhi nuovi e realizzare il suo progetto.

Cinque anni di intensa azione pastorale vissuta all’insegna della centralità di Cristo, della comunione come dono di Dio e impegno di ciascuno di noi, della corresponsabilità e del servizio, prendendo le distanze da ciò che deturpa la bellezza del nostro essere famiglia parrocchiale, come l’individualismo, il potere camuffato da servizio, la manipolazione delle coscienze fragili, le strumentalizzazioni tendenti a servirsi della Chiesa e a non servirla nell’amore ai fratelli, lo sterile pettegolezzo di chi favorisce la semina della zizzania illudendosi che il grano buono ed abbondante ne venga soffocato. Tanta aria nuova, come brezza fresca che accarezza, abbiamo e stiamo respirando: è il vento nuovo dello Spirito che ci invita a scelte coraggiose, che solo chi non vuol fare perché non vuol farsi plasmare da Dio si tira indietro.

I cuori che si uniscono in questi cinque anni trascorsi sono quelli dei giovani – a me tanto cari – degli operatori pastorali generosi e straordinari, senza i quali il mio ministero non avrebbe portato così tanti frutti – delle famiglie, dei ragazzi e dei bambini. Prezioso il cuore degli anziani ed ammalati che offrono la loro preghiera per la comune santità. Cordiale ed amico il cuore dei pubblici amministratori di ieri e di oggi, sempre attenti alla vita della comunità ecclesiale.

Sì, alcune prove hanno attraversato il mio cuore, ma nulla mai ha affievolito la felicità dell’essere insieme a voi e l’orgoglio di essere vostro parroco.

Lasciate che dica a tutti quanto profondo sia il mio affetto per le nostre comunità e per la nostra cittadina. Sono venuto tra voi per condurvi a Cristo, per farvelo conoscere sempre più, pur con le mie fragilità, ma con il fermo proposito di parlarvi di Lui e della Chiesa sua Sposa, senza compromessi, nella ricerca della verità attraverso la giustizia e la carità, nel dialogo fraterno e costruttivo, nella sincerità dei rapporti umani liberi e trasparenti, nell’amicizia in Cristo e tra noi. Sono tanto affezionato a voi, anche a coloro che ancora non sono riuscito a conoscere  e penso ai tanti altri giovani che vorrei incontrare e con i quali aprire un dialogo sereno nella ricerca di ciò che è vero, bello, giusto e nobile e rende la vita ancor più straordinaria. Mi dispiace per quei pochi che – senza voler conoscere il mio cuore – a volte si arrogano il diritto di formulare giudizi, mancando così di senso umano e cristiano.

Fratelli e sorelle, con tutti voi sogno che le nostre comunità che vivono e operano in questo territorio siano sempre più presenza luminosa di Chiesa, affinché la luce non si offuschi e il sale non perda mai il suo sapore. Per questo vi chiedo di fissare sempre lo sguardo in Cristo, di pregare per chiedere al Signore di mostrarci la sua via da percorrere con sempre rinnovato entusiasmo, di custodire e difendere sempre il dono straordinario del camminare insieme, di collaborare a costruire una comunità e una società sempre più bella, di continuare ad avere fiducia anche in me vostro parroco. La vergine Maria, Madre e fiducia nostra, faccia cantare di gioia la nostra vita e metta nel nostro cuore una felicità talmente grande da farlo scoppiare, perché tutti siano raggiunti dalla bellezza dell’amore portiamo in noi e che solo può trasformare il mondo.

Con affetto e gratitudine”.

il vostro parroco

Mons. Giò Tavilla 

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