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Dal 2009 al 2013 le famiglie non hanno pagato la bolletta dell’acqua potabile. Adesso la somma totale sarà rateizzata. 

ROCCALUMERA – Le famiglie di Roccalumera, in mancanza di ruoli,  dal 2009 al 2013 non hanno pagato il canone relativo all’acqua potabile. La somma che dovrebbe impinguare le casse comunali, quantificata approssimativamente, potrebbe essere di un milioni e 300 mila euro. Una cifra considerevole che, se incassata, darebbe più respiro al bilancio comunale. Adesso, per sommare i metri cubi consumati in ogni famiglia, il servizio è stato affidato ad una ditta esterna  che ha provveduto con propri operai alla lettura dei contatori. Un servizio che non veniva espletato da almeno cinque anni e che adesso ha consentito all’ufficio di ragioneria di poter mettere a ruolo le spese relative al consumo dell’acqua potabile. C’è anche da sottolineare che la nuova amministrazione del sindaco Gaetano Argiroffi non appena ha messo piede in municipio, si è subito attivata per regolamentare il pagamento del servizio idrico, provvedendo alla lettura di 4300 allacci.  “Adesso il problema è un altro – ha spiegato il consigliere Cosimo Cacciola – ed è quello della riscossione. Perché non è possibile far pagare cinque anni in una sola volta, cioè, in un’unica rata. Anche perchè la gente non ha soldi, è in crisi economica, per cui l’argomento dovrà essere analizzato con somma attenzione”. La soluzione ideale per il consigliere Cacciola, che poi sposa il pensiero degli altri consiglieri di maggioranza, sarebbe quella di “rateizzare in dodici mensilità il totale che ogni famiglia dovrebbe pagare”: In questa maniera la somma non graverebbe tanto sui cittadini e soprattutto sugli anziani che vivono con una misera pensione.  “Per cui dilazionare al massimo il pagamento – ha concluso col dire il consigliere comunale  di maggioranza – potrebbe essere la soluzione migliore per risolvere  questo delicato problema”. Sul totale da pagare, per saldare il debito col comune per cinque anni di morosità sul canone d’acqua potabile,  le famiglie dovranno defalcare  50 o 100 euro che  hanno già versato al comune a titolo di acconto.  

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