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domenica, Giugno 16, 2024
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“La Tares non riusciamo a pagarla”. Lo sfogo di due imprenditori. Chiudono alcuni negozi tra Roccalumera e Furci.

Roccalumera – Il pagamento della Tares ha creato a Roccalumera, come in tutti i comuni, comprensibili disagi nella popolazione. In questo centro si è andati oltre ogni contestazione, arrivando anche a bruciare le bolletta di pagamento in piazza Municipio davanti a tante persone. Ma la protesta, come hanno fatto notare alcuni commercianti, non è stata contro l’amministrazione comunale, ma contro lo Stato che ha imposto pagamenti esorbitanti. E ieri a Roccalumera e Furci alcuni commercianti hanno manifestato apertamente le loro proteste, perché non stanno lavorando (in questi mesi invernali hotel, bed and breakfast, e parecchi ristoranti) e quindi non possono pagare le tasse. A Roccalumera G. C. gestore di un avviato ristorante e di un B&B è esasperato: “Io ho potuto pagare 700 euro sul totale di 1600 euro della bolletta Tares, ma non posso pagare la somma restante perché non c’è lavoro. Dove vado a prendere i 900 euro che mi mancano per saldare il debito col comune?”. La situazione è veramente drammatica. E come il sig. C. tanti altri commercianti si stanno trovando sul lastrico, perchè non solo non riescono a pagare le tasse della spazzatura ma addirittura rischiano di chiudere i battenti. L’avv. Carmelo Saitta, esperto del sindaco, ha fatto notare che per alcune fasce di commercianti la tariffa a metro quadrato applicata a Roccalumera è più bassa di altri comuni del comprensorio, per cui è stato fatto il massimo per venire incontro alle esigenze della cittadinanza. Anche a Furci il titolare di un noto hotel ha protestato in pieno consiglio comunale, lamentandosi che non ha più i soldi per pagare la Tares. Il professionista ha fatto notare che nei tre mesi invernali la struttura alberghiera resta chiusa perché non ci sono clienti, per cui la bolletta di pagamento dovrebbe essere ridotta di una quota parte: “Ho altre scadenze da pagare, tra cui un mutuo – ha dichiarato il professionista G. R. – e quindi mi trovo in grossa difficoltà”. L’accorato appello ha preso alla sprovvista tutti i consiglieri, a cominciare dal presidente Gianluca Di Bella, che si stanno mobilitando per dare una soluzione al problema. E cioè diminuire la Tares a chi per tre mesi (mesi invernali) tiene chiuso il proprio locale. Ma oltre i commercianti ed i titolari di strutture alberghiere ed extralberghiere, anche gli artigiani sono sul piede di guerra. Anche loro non riescono più a pagare la tassa della spazzatura. La protesta si allarga. Ma cosa si può fare di altro per ridurre ancora la Tares ? Intanto alcuni titolari di negozi tra Furci e Roccalumera hanno fatto capire che perdurando questo stato di cose, chiuderanno bottega.

 

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