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martedì, Giugno 25, 2024
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Arrivano le bollette Tares, paese in ginocchio. Ed è rivolta

SANTA TERESA DI RIVA – Arrivano le bollette Tares. La prima è già scaduta il 30 ottobre! Ma a scatenare la rivolta è l’aumento spropositato rispetto alla Tarsu. Casi limite di aumenti del 140% denunciati da cittadini che si troveranno a pagare 480 euro invece delle 195 dell’anno scorso con una famiglia di 4 persone. La categoria più salassata è quella, a utenza domestica con famiglia di cinque persone: oltre il 50 per cento in più. Una famiglia media, per meno di 100 mq. Dovrà sborsare almeno 500 euro di Tares, pagabile in quattro rate (la prima da pagare subito, perché la bolletta è arrivata in questi giorni ed è già scaduta). Ma anche i commercianti “piangono”. Un artigiano del gelato con un piccolo negozio di 36 mq. al centro di Santa Teresa si è vista arrivare una bolletta di 736 euro mentre con la Tarsu ne pagava 200. “Mi sono messo a piangere – ci ha detto sconsolato questa mattina – metteranno il commercio in ginocchio, più e peggio della crisi”. Da tempo si parla di questa stangata, che si somma alle tante altre, ma solo ora le famiglie ed i commercianti toccano con mano quanto pesante sia questa mazzata. Il refrain giustificativo è che quest’anno i contribuenti dovranno pagare per l’intero costo del servizio, mentre negli anni passati questo era in parte a carico del bilancio comunale. Però, come ha riportato ieri il nostro giornale, a Mandanici è stata ritirata la delibera che istituiva la Tares e si è tornati alla Tarsu in applicazione della deroga prevista dall’art. 5 comma 4 quater del D.L. 102/2013 convertito con modificazioni con la Legge 124/2013, che deve essere adottata prima dell’approvazione del bilancio di previsione. A Santa Teresa di Riva l’amministrazione si vanta di avere adottato il bilancio di previsione 2013 sin dal 15 luglio, così di questa deroga non sarà possibile usufruirne. Ricordate l’opuscoletto del sindaco distribuito in 5 mila copie ai cittadini di Santa Teresa per illustrare l’attività amministrativa? Si proprio quello dove si parlava di lotta all’evasione fiscale per stanare i “furbetti” e “pagare tutti per pagare meno”. Il risultato ora i contribuenti di Santa Teresa di Riva se lo rigirano tra le mani sotto forma di bolletta Tares. L’approvazione del bilancio di previsione (“drogato” fino a quasi 21 milioni e mezzo con previsione di entrate fantasiose per avere la possibilità di accendere mutui fino a 6 milioni!) serviva per potere spendere subito e non operare in dodicesimi. Con i soldi risparmiati dalla copertura delle spese per l’Ato che ora pagano interamente i cittadini, l’amministrazione comunale ha potuto dare incarichi ad esperti e professionisti per quasi (finora) 300 mila euro, come fa notare il già consigliere comunale Mimmo Intersimone. Senza parlare delle cartelle per la rivalutazione delle aree fabbricabili: sono arrivate notifiche da ventimila euro! I ricorsi per questo salasso, comunque, sono in rampa di lancio perché, è uno dei casi che maggiormente fa discutere, sono state considerate “fabbricabili” le aree che, rilevate con la foto identificazione dell’Agenzia delle Entrate, invece non possono esserlo perché di pertinenza di nuovi edifici per i quali sono stati già pagati gli oneri di urbanizzazione. Ma questo è un altro filone.

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