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Savoca, la Curia dei Cappuccini contesta la convenzione Comune – Provincia sulle catacombe

SAVOCA – Il protocollo d’intesa siglato tra la Provincia ed il Comune per la gestione del servizio di fruizione al pubblico delle Catacombe attigue al Convento dei Cappuccini del Comune di Savoca diventa oggetto di contenzioso con la Curia Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Messina che ne contesta l’efficacia riaffermando la piena proprietà delle catacombe, anche se manifesta la disponibilità e collaborazione per una migliore fruizione del sito. Secondo la Curia, la convenzione sottoscritta con la Provincia il 27.12.1990 “deve intendersi non operativa, inefficace e risolta di fatto posto che, pochi anni dopo la sua stipula,nessuna delle attività e degli oneri in essa contemplati è stato posto in essere dal concessionario della gestione che, pertanto, ha gravato esclusivamente sulla proprietà che se ne è fatta carico per impedire la dispersione e la rovina del prezioso patrimonio storico – culturale”. Pertanto la nuova convenzione (del 2012) tra Comune e Provincia non avrebbe valore. Il comune di Savoca contesta, affermando che il protocollo d’intesa con la Provincia è stato sottoscritto al fine di assicurare impegni condivisi per contribuire al processo di crescita socio –culturale della comunità savocese ed a creare le condizioni per la realizzazione di un progetto per favorire l’incremento delle presenze turistiche nel territorio comunale. Il Comune di Savoca con la convenzione sottoscritta dal sindaco Paolo Trimarchi il 24 ottobre 2012 intendeva assumersi l’onere della gestione delle catacombe e provvedere con proprio personale per la manutenzione ordinaria, la custodia e la vigilanza oltre che la pubblicizzazione presso i tour operator, e consentire l’apertura al pubblico per almeno sei giorni la settimana, compreso festivi e domeniche. Le spese, comprese quelle assicurative, sarebbero state a carico del comune che avrebbe avuto la facoltà di istituire un ticket d’ingresso. La giunta l’altro ieri ha ritenuto opportuno procedere a nominare l’avv. Cecilia Nicita di Santa Teresa di Riva quale legale di fiducia per conferire lo studio della pratica in modo da poter dare esecuzione al protocollo di intesa con la Provincia e verificare eventuali azioni giudiziarie ed extragiudiziali nei confronti degli enti interessati. Intanto che si dipani la matassa, molte delle mummie di Savoca dopo il restauro restano imballate in scatole di legno perché mancano i soldi per porle nelle nicchie della cripta sotto il convento dei Cappuccini. La sezione etno antropologica della soprintendenza di Messina da due anni attende dalla Regione il finanziamento del progetto che consenta di rimettere in piedi le mummie; deve essere risolto un problema alla colonna vertebrale. Occorrono 30 mila euro che la Regione non finanzia, con grave danno all’immagine di Savoca per la cripta e le nicchie senza mummie.

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