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Chiudono gli uffici del Giudice di Pace a S.Teresa e Alì Terme. E’ protesta.

Roccalumera – I sindaci dei comuni del comprensorio jonico della provincia di Messina sono in rivolta per la ventilata soppressione degli uffici dei Giudici di Pace. Il presidente dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani, avv. Gianni Miasi, di concerto con i colleghi delle altre due Union, ha indetto per mercoledì 2 novembre (con inizio alle ore 18,30) una imponente manifestazione nel vasto salone dell’antica Filanda di Roccalumera. Interverranno i rappresentanti dell’Unione dei Comuni di Monte Scuderi (Scaletta Zanclea e Itala), dell’Unione della Valle del Nisi (Alì, Alì Terme, Nizza e Fiumedinisi), e dell’Unione delle Valli Joniche (Roccalumera, Pagliara, Mandanici, Furci Siculo, S.Teresa di Riva, Casalvecchio Siculo, Savoca, Antillo, Limina, Roccafiorita, S.Alessio Siculo e Forza d’Agrò), i sindaci di tutti i comuni jonici, gli avvocati della zona e la deputazione nazionale e regionale. La notizia della soppressione degli uffici dei Giudici di Pace ha allarmato l’intero territorio, per cui è stato indetto lo stato di agitazione dai rappresentanti delle tre Unioni dei Comuni. Il presidente delle Valli Joniche dei Peloritani, nonchè primo cittadino di Roccalumera, avv. Gianni Miasi ha dichiarato: “Con i colleghi Antonio Miceli (sindaco di Itala) e Lorenzo Grasso (sindaco di Alì Terme) abbiamo convenuto che il territorio e le Istituzioni devono dare una risposta unitaria e ferma sull’argomento. La nostra non è una battaglia di campanile ma rappresenta l’esigenza di evitare che le popolazioni vengano private del legittimo diritto di ottenere giustizia sul territori in tempi ragionevoli. Gli uffici dei Giudici di Pace amministrano la gran parte di richieste di giustizia così detta minore: dagli incidenti automobilistici alle multe, dalle controversie civili al governo della microcriminalità. Tali aspetti rappresentano l’ottanta per cento delle controversie tra i cittadini. Che dire? Dopo averci privato delle risorse del Ponte sullo Stretto, adesso vogliono privarci del diritto alla giustizia. Speriamo che la deputazione nazionale e regionale, sino ad oggi assente, sia accanto a noi e faccia sentire la propria voce”. Per fronteggiare il provvedimento adottato dal Ministero della Giustizia (che dovrebbe entrare in vigore entro il mese di novembre) i presidenti delle tre Unioni dei Comuni (che vanno da Scaletta Zanclea a S.Alessio Siculo) hanno proclamato lo stato di agitazione nei rispettivi territori. E così per mercoledì 2 novembre è prevista questa imponente manifestazione di protesta all’antica Filanda di Roccalumera.

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