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giovedì, Luglio 18, 2024
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Morabito e Miasi litigano sulla tarsu mentre la spazzatura trabocca dai cassonetti

SANTA TERESA DI RIVA – Schermaglie estive tra sindaci. Tra Morabito e Miasi è botta e risposta sull’aumento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti che i cittadini-contribuenti dovranno pagare per ripianare l’enorme debito dell’Ato4. Ad accendere la miccia è stato Gianni Miasi, sindaco di Roccalumera, che in una lettera aperta in risposta alle critiche mosse dal consigliere provinciale Giuseppe Lombardo sull’aumento della Tarsu a Roccalumera, aveva tra l’altro scritto: “Sono ben conscio delle difficoltà economiche dei nostri concittadini, ed io per primo non sono esente da tali difficoltà, e,nei limiti del possibile ho cercato di contenere gli aumenti al minimo tanto che quest’anno, ad es. S. Teresa ha aumentato per l’ennesima volta la Tarsu del 30% mentre noi la aumenteremo,mediamente, del 12%”. Le cose non stanno così, almeno per quanto riguarda Santa Teresa di Riva, ed il sindaco Alberto Morabito, ha replicato a stretto giro, aggiungendo anche qualche ulteriore precisazione. “quest’anno, a S.Teresa di Riva, la Tarsu è stata aumentata soltanto del 17% circa e non del 30% come affermato dal Sindaco di Roccalumera; il Comune di S.Teresa di Riva ha pagato, finora, tutte le fatture inviate dall’Ato che si riferiscono al conferimento in discarica fino al mese di maggio del 2011 ed al servizio reso fino al mese di aprile 2011; non risulta che il Comune di Roccalumera né altri Comuni ad esso vicini abbiano fatto altrettanto; risulta, altresì, incontestabile il fatto che soltanto grazie al puntuale pagamento delle fatture da parte del Comune di S.Teresa di Riva e di altri Comuni virtuosi, nella zona jonica di competenza dell’Ato Me4, non si è vissuta l’emergenza igienico-sanitaria che hanno vissuto e vivono le popolazioni di Napoli e provincia; credo che, ormai, sia arrivato il momento che tutti gli amministratori sacrifichino qualche sagra e qualche cerimonia superflua e pensino a pagare il dovuto con puntualità, come fa il Comune di S.Teresa di Riva, evitando demagogiche affermazioni prive di fondamento”. La verità è che i sindaci devono dare una giustificazione ai cittadini per l’aumento della tarsu, sicchè danno la colpa all’Ato, che poi è una società composta dagli stessi sindaci che a loro volta hanno eletto il consiglio di amministrazione (da gennaio in liquidazione), Ato che in quattro anni di gestione ha raddoppiato, se non triplicato, i costi del servizio per lo spazzamento, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Non solo, ma a gettarsi la zappa sui piedi sono stati gli stessi sindaci che nell’assemblea ordinaria dei soci del 28 aprile 2011 hanno modificato il criterio di ripartizione del costo del servizio del 2011 che fino al 2010 avveniva per il 40% in base alle rsu prodotte e per il 60% in base agli abitanti residenti, mentre la modifica il costo è stato ripartito secondo la quantità di rifiuti prodotti in ogni comune, facilmente verificabile con il “peso” che i compattatori conferiscono in discarica. Il rovescio della medaglia è che in questi anni prima l’Amia e dopo lo stesso Ato hanno “assunto” personale che oggi non viene più regolarmente retribuito, tenendo conto delle varie segnalazioni dei sindaci.

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