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venerdì, Luglio 19, 2024
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ROCCALUMERA: IL PAESE E’ SPORCO, MIASI INCALZA

Roccalumera – Il sindaco avv. Gianni Miasi non ci sta. Soprattutto a vedere le strade sporche, le erbe che circondano i marciapiedi, il cimitero colmo di rifiuti, i viottoli nei vari sobborghi mai ramazzati, per cui si è messo di traverso con l’Ato Me4. La sua protesta nasce “perché non viene più effettuata la raccolta dei rifiuti differenziati, sostiene il sindaco di Roccalumera, per cui i contenitori di carta, plastica, vetro, lattine, sono da tempo dimenticati. Io ho chiesto di demandare la pulizia quotidiana del paese agli operai del mio comuni. L’Amia deve solo garantire il prelievo della spazzatura per poi trasportarla in discarica. Questo servizio gestito, dall’Amia, ormai non funziona più e la gente protesta, i cittadini sono inviperiti”. Alla richiesta che ha presentato il sindaco Miasi all’ Ato Me4 ha risposto la presidenza motivando che per legge questo “progetto” non si può attuare. “Ma se l’Amia è fallita, se il servizio raccolta e pulizia non funziona, ribatte il primo cittadino, che dobbiamo fare? Dobbiamo solo pagare a vuoto, senza avere un servizio efficiente in cambio?”. A Roccalumera le strade, sia la Nazionale che quelle interne (via Mazzullo, via Piccolo Torrente Pagliara, via Cardillo, come pure il quartiere Baglio e Madonna del Carmelo) sono sporche, non vengono ramazzate e l’erba cresce ai bordi del marciapiede. Le strade del paese, che tra l’altro è lungo quattro chilometri, hanno bisogno di un servizio continuativo per restare pulite. “Se l’Ato non può garantirmi la pulizia delle strade, nel centro come nelle frazioni, dichiara ancora Miasi, sono disposto a dare lavoro a due, tre operai, per destinarli giornalmente alla pulizia del paese, alla spazzatura delle strade e delle vie interne. Se tutto questo non sarà possibile, perché l’Amia non ci restituisce il servizio di raccolta dei rifiuti, in modo che sarà il comune a gestirlo? Prima si vedeva la pulizia nei nostri comuni, adesso c’è una gran confusione ed a patirne è la cittadinanza”. L’avv. Miasi non ha peli sulla lingua. Ha il coraggio di denunciare la carenza del servizio fornito dall’Amia e chiede ai responsabili di poter ritornare al passato. Ma dall’altro lato rispondono che non si può fare. Che dire: Bisogna continuare a soffrire ?

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