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FURCI, SCONTRO SULLA "CALAMITA’ NATURALE"

Furci Siculo – Il nubifragio del 12 e 13 gennaio ha prodotto danni ingenti in tutto il territorio comunale. Il lungomare è stato messo a soqquadro, la segnaletica ed i sedili divelti dai marosi, il manto stradale sfilacciato, strade e vie interne dissestate, la frazione Calcare a rischio inondazione, impianto di illuminazione in tilt. Danni su danni. Il sindaco e gli assessori, senza il contributo del consiglio comunale, hanno chiesto giustamente, alle autorità competenti, con delibera di giunta n.13 del 20 gennaio scorso “lo stato di calamità naturale” del comune di Furci. Avutone sentore il gruppo consiliare di maggioranza è insorto, attaccando il primo cittadino e gli assessori che “hanno palesato la volontà di non coinvolgere il consiglio comunale in una circostanza così grave, che ha interessato tutto il paese e tutti i cittadini di Furci”. Il gruppo consiliare di maggioranza, capitanato dal presidente del consiglio Sebastiano Foti (contrario alle posizioni del sindaco), in un documento ha evidenziato che “gli eventi calamitosi accaduti il 12 e 13 gennaio 2009 sono assolutamente da ritenersi come fatti assai delicati e di estrema gravità, oltre ad essere naturalmente di interesse collettivo. Pertanto, secondo noi, doveva essere un atto dovuto, oltre che giusto dal punto di vista formale, coinvolgere l’intero consiglio comunale nella dichiarazione di calamità naturale, come tra l’altro hanno fatto correttamente i comuni a noi vicini”. Il gruppo consiliare di maggioranza ha precisato che “il distacco dal punto di vista politico e la non condivisione di alcune idee in merito alla gestione della cosa pubblica, di sicuro non giustificano il comportamento poco nobile di questa amministrazione di aver trascurato, in questa occasione, una parte politica che rappresenta una porzione consistente della comunità furcese”. Il fatto che la giunta ed il sindaco da un lato e la maggioranza consiliare dall’altra non abbiano trovato un feeling nella conduzione della cosa pubblica, porta a queste emarginazioni che non contribuiscono alla crescita del paese. Di questo passo saranno cinque anni di lotta politica a Furci contrassegnati da scontri e divergenze tra i due schieramenti. Lo spirito di collaborazione non esiste, né potrà esistere, e a soffrirne sarà il popolo di Furci.

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