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martedì, Marzo 5, 2024
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FURCI, INTERVISTA A PADRE SINITO’

Furci Siculo – Chiesto contributo di 15euro per il catechismo… ed è subito polemica! E’ questa una delle notizie che nelle ultime settimane ha letteralmente sconvolto il piccolo comune rivierasco. Vista la polemica innescata, che ha destato non poco stupore, sbigottimento e curiosità anche nei paesi limitrofi, siamo andati ad intervistare l’involontario protagonista della vicenda, padre Salvatore Sinitò, per cercare di porre alcuni chiarimenti.

– E’ stato proposto un contributo di 15euro ai ragazzini del catechismo. Come mai è stata chiesta questa cifra?

“Anzitutto il catechismo non viene pagato; il contributo che viene chiesto, che non è obbligatorio ma libero, comprende: l’assicurazione dei ragazzi, che è 5 euro, grazie alla quale saranno assicurati per un intero anno anche per le attività extra parrocchiali; il testo di catechesi che costa 4.70 euro ma può chi già lo possiede non pagarlo; il quaderno di attività che costa 2.50 euro; si aggiungono poi le spese legate alle attività didattiche che sono di 2.80 euro. Non c’è alcuna novità perché tutti gli anni hanno pagato questo contributo, tranne l’assicurazione”.

– Chi non volesse spendere i cinque euro per l’assicurazione può farlo?

“Certo, i genitori non sono obbligati; devono lasciare però una dichiarazione scritta in parrocchia”.

– Se non c’è alcuna novità rispetto agli anni addietro, eccetto questi 5euro di assicurazione a libera discrezione, perché è stata sollevata una simile polemica?

 “Questo lo deve chiedere a chi ha fatto l’accusa. Hanno parlato come se questi soldi dovessero essere dirottati all’Oasi Sant’Antonio”.

– Come da lei accennato, spesso le sono state rivolte interrogazioni, sfociate in polemiche, riguardo all’Oasi Sant’Antonio. A chi è stata data in gestione e perché?

 “Devo puntualizzare che sono stato fatto presidente dal Vescovo Mons. Marra il 5 giugno 2006. Il motivo di questo affidamento era perché non si riusciva a trovare una persona adatta e disponibile a continuare un’opera che già versava in una grave crisi economica. Ho ereditato 800mila euro di debiti che dovevo coprire quindi è stata fatta la scelta, insieme con l’Associazione di cui sono presidente, di darla in gestione alla coop. Comunità e servizio”.

– L’Associazione in base a quale criterio ha scelto questa cooperativa?

“Prima del 5 giugno 2006 la Curia, insieme a padre La Speme, aveva individuato altre associazioni o altri enti che potessero prendere in gestione l’Oasi, ma nessuno è stato in grado di accogliere; quindi la Curia già prima di me aveva pensato di darla in gestione a questa “Comunità e Servizio”. L’accordo con questa coop. è stato fatto perché mancavano ancora da reperire dei soldi, circa 350mila euro. La Comunità e servizio ci ha anticipato questa somma che poi sarà defalcata dagli affitti e nello stesso tempo si è presa l’impegno di arredarla a proprie spese”.

– Quindi non c’è stata una gara d’appalto pubblica?

“No, non c’è stato bisogno, è un ente privato”.

– Per la pigione quanto versa la cooperativa?

“Prima di parlare di quanto versa bisogna parlare del debito, dobbiamo ricolmare il debito di 350mila euro, che poi  saranno restituiti con gli affitti; in più l’Associazione sta permettendo di ultimare tutte quelle opere difettose che la ditta incaricata ha consegnato quindi un ulteriore danno che ammonta a quasi 200mila euro. Non avendo soldi, la cooperativa si è presa l’onere e questi soldi vengono defalcati dagli affitti”.

– Padre Donsì e tutti quei fedeli che, ciascuno secondo le proprie possibilità, avevano contribuito alla creazione di questa struttura pensavano ad un luogo atto ad accogliere tutti gli anziani. Oggi molti ne criticano gli elevati costi. Non è un essere venuti meno al principio dal quale invece nasceva?

“Non si è venuti meno al principio di padre Donsì; come Associazione quei soldi che danno come tassa associativa di 120euro annuo serviranno poi ad aiutare qualche persona che non ha la sufficiente economia per raggiungere il tetto massimo, quindi l’associazione si sta adoperando prima a saldare i debiti e poi a venire incontro a quei casi bisognosi; ora non può andare incontro perché se non prima salda i debiti non ha la possibilità economica”.

Una sola nota da parte nosta. La coop. pagherà all’Associazione 55mila euro all’anno fino al 2013, dopo la somma sarà  quasi quadruplicata, fino ai venti anni di gestione.

Simona Bordonaro

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