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La spiaggia tra Alì Terme e S.Alessio sta scomparendo. Inchiesta della Gazzetta Jonica

“La nostra spiaggia da Capo Alì a Capo S.Alessio una volta era larghissima, bella. Ora è più vicina al muro che divide la strada marina; è più piccola ed il mare si sta alzando”. Sono le considerazioni di Marisa durante una discussione sul rimpicciolimento dell’arenile, e a cui ha risposto Gabriele: “Per me il livello del mare è sempre uguale, c’è invece una repressione della spiaggia”. L’argomento per la verità preoccupa i sindaci dei sei Comuni tra Capo Alì e Capo S.Alessio, impegnati in questi giorni a preparare la spiaggia per la stagione estiva, consapevoli che l’arenile si è ristretto a vista d’occhio e preoccupa le amministrazioni comunali. Tanto per fare un esempio, a S.Alessio Siculo la spiaggia nel 1967 era lunga 90 metri, tra il muraglione del lungomare e la battigia (prima misurazione satellitare) e dopo cinquant’anni si è ridotta a zero. Ma la repressione in questi ultimi anni è stata avvertita a Roccalumera, Furci Siculo (dove si è ridotta da settanta a 40 metri), S.Teresa di Riva, S.Alessio Siculo, di meno a Nizza di Sicilia e Alì Terme, per cui ci sono meno spazi per i bagnanti. L’estate scorsa sulla spiaggia furcese, proprio per la ristrettezza dell’arenile, le persone sdraiate in faccia al sole cocente sono arrivate fin sotto il muretto del lungomare. I motivi legati alla regressione della spiaggia sarebbero molteplici, ma per i sindaci Gaetano Argiroffi (Roccalumera) e Giovanni Foti (S.Alessio Siculo le cause principali dovrebbero racchiudersi in due soli fattori: effetto rastrello e torrenti in secca. “Quando imperversa il maltempo e quando il mare si gonfia e aggredisce la spiaggia – ha spiegato Giovanni Foti – si verifica un caso anomalo, riconosciuto anche dagli esperti, che si chiama “effetto rastrello”; cioè quando le onde impetuose sbattono contro il muro del lungomare, al ritorno portano indietro una buona quantità di sabbia, che poi viene trascinata nei fondali. A S.Alessio questo effetto rastrello ha prosciugato la spiaggia: nel 1967 era di novanta metri, poi con gli anni è arrivata a zero. Adesso pian piano la stiamo ripristinando”.  Sui torrenti invece si è basata la riflessione del sindaco di Roccalumera, Gaetano Argiroffi, specificando nel corso di una intervista alla Gazzetta Jonica che la causa principale sarebbe la carenza dei torrenti in piena. “Da anni non scorrono più come prima, anzi non scorrono affatto – ha detto – una volta, ricordo, ogni inverno i torrenti scendevano in piena e più volte, trasportando sulle spiagge massi, pietrisco e terra”. In verità il torrente Pagliara, tra Furci e Roccalumera, Savoca, tra S.Teresa e Furci, e Agrò, tra S.Alessio e S.Teresa rifornivano le spiagge; mancando (da anni)  questo ripascimento è aumentata l’erosione. “Per questo motivo – ha concluso Argiroffi – non c’è stato più, come in passato, un rinfoltimento di terra sulle spiagge e quindi il problema diventa sempre complicato”.  Sicuramente il fenomeno sarà all’attenzione degli esperti e delle autorità competenti, perché continuando di questo passo tra qualche anno ci si affaccia direttamente sul mare Jonio e la spiaggia resterà un piacevole ricordo. (nella foto la spiaggia di Furci Siculo)

(Prestia)

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