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martedì, Marzo 5, 2024
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In arrivo incentivi a medici e infermieri siciliani in prima linea

Incentivi ai medici siciliani impegnati in prima linea e negli ospedali di provincia. Sono i nuovi interventi previsti dalla Regione a favore del settore sanitario, in linea con l’indirizzo dato in questi mesi dal governo centrale con il ministro Schillaci.

Nello specifico, scrive oggi il Giornale di Sicilia, l’assessore regionale Giovanna Volo ha firmato un decreto che “stanzia 13 milioni e 152 mila euro per assegnare una indennità a tutti indistintamente i medici e gli infermieri impiegati nei pronto soccorso e nei reparti di emergenza. Il budget è frutto di fondi ministeriali e verrà ora diviso a ogni Asp e ospedale che a sua volta lo distribuirà al personale in base a due parametri: il 70% in parti uguali a tutti, il 30% ai reparti che hanno registrato più prestazioni. Le somme stanziate permettono di pagare in un’unica soluzione due annualità: quella per l’anno in corso e quella per il 2022, promessa ma mai pagata”.

Inoltre nella Finanziaria regionale in discussione all’Ars, come annunciato nei giorni scorsi, è stato inserito un incentivo economico a favore dei medici che svolgono il loro servizio nelle strutture ospedaliere di zone periferiche, disagiate o che soffrono costantemente un’accentuata mancanza di operatori, attraverso un bonus extra di 18 mila euro lordi all’anno. “L’obiettivo – ha spiegato il governatore Schifani – è quello di trattenere il personale nelle sedi più disagiate, come le isole minori, le zone montane e periferiche, e, nel contempo, di provare a convincere i medici a trasferirsi in queste strutture cosiddette di frontiera”.
Un intervento che segue il bando, reso noto nei giorni scorsi, per il reclutamento di 1.500 medici stranieri per far fronte alla carenza di professionisti sanitari nel sistema siciliano.

Infine, per le Rsa convenzionate arriva un aumento delle rette del 6 per cento annuo che costerà alla Regione 22 milioni.

Interventi che si inseriscono in un momento di forti agitazioni sindacali e di preoccupazione del personale sanitario sul presente e futuro della sanità pubblica, tra carenze di organico, bassi stipendi e turni massacranti.

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