FORZA D’AGRò – Il sindaco del Comune di Forza D’Agrò, Fabio Di Cara, ha inviato una nota alla Procura della Repubblica, al Prefetto, all’Assessorao Regionale per l’Energia ed alla Corte dei Conti, nella quale si evidenziano gravi carenze da parte dell’ASto Me 4. In particolare il sindaco di Forza D’Agrò evidenzia che nel Piano Economico Finanziario del 2018 presentato dall’AtoMe4, ci sono costi aumentati rispetto all’anno precedente nonostante il numero dei comuni assistiti sia passato da 32 a 22. “Per il comun e di Forza D’Agrò – scrive il sindaco Di Cara – ci sono costi aumentati da 262.297 euro per il 2017 a 282.367 euro per il 2018 con un aumento di circa 20mila euro”. “Scende il numero dei comuni, scende il numero del personale, ma i costio aumentano, questo è l’unico risultato di una gestione commissariale”. Sempre per quanto riguarda il comune di Forza D’Agrò ne Pef ci sono delle palesi incongruenze. Una delle tante riguarda i costi di raccolta differenziata quantificati il 10.382 euro e 7.832 quakle costo di trattamento e riciclo. “Ebbene il comune di Forza D’Agrò effettua con costo a proprio carico il servizio di raccolta differenziata, con personale e mezzi propri, pertanto non è un costo che deve essere pagato all’Ato Me4. Tale voce inserita nel Pef è priva di fondamento e rende il documento non veritiero”. “Peraltro da oltre tre anni il comune di Forza D’Agrò chiede all’AtoMe4 l’avvio della raccolta differenziata anche per la frazione umida che il commissario regionale, contravvenendo a tutte le disposizioni di legge, si rifiuta di avviare”.
Pernato si chiede all’assessoratro regionale per L’Enmergia di vigilare sulle deliber dell’AtoMe4, al Prefetto di attenzionare le modalità del servizio pubblico, alla procura della Reèpubblica di valutare fatti consistenti notizie di reato, alla Corte dei Conti di valutare la possibilità di enetuali danni erariali; “ai colleghi sindaci di non avallare in sede di assemblea l’operato di tale gestione commissariale al fine di evitare la sussistenza di eventuali responsabilità che con voto assemnelare diventano responsabilità diretta dei sindaci”.


