HomeAttualitàAmbulanze 118 smedicalizzate, martedì vertice all'Ordine dei Medici

Ambulanze 118 smedicalizzate, martedì vertice all’Ordine dei Medici

Nel piano per la nuova rete ospedaliera varato dalla Regione ed approvato ieri dai ministeri all’Economia ed alla Salute,  c’è  – secondo il sindacato dei medici del 118 – una sorpresa poco gradita per la Provincia di Messina: dalle ambulanze del 118 saranno tolti 15 medici. Che significa che 15 ambulanze saranno smedicalizzate, opereranno soltanto con i due soccorritori, sguarniranno il territorio. A denunciare questa grave violazione al diritto ad una adeguata assistenza medica dei cittadini sono i medici del 118, dello Snami, e l’ordine del medici che per martedì 11 aprile ha fissato un incontro con i sindaci di Messina e Provincia, con il direttore della centrale operativa del 118, Domenico Runci, con il direttore dell’Asp di Messina, Gaetano Sirna , i deputati nazionali e regionali, ed i medici del 118.

Il no alla “distruzione” del 118 nella provincia di Messina deve essere fermo e deciso.

L’assessore regionale alla sanità, Baldo Gucciardi, nel suo piano, che a quanto sembra è stato preparato dall’Università di Palermo, difatti nulla è stato toccato a Palermo, ha deciso che delle 29 ambulanze del 118 che operano nel territorio della provincia di Messina solo  14 debbano avere un medico a bordo.

“E’ inaudito – dice il dottor Nino Grillo, sindacalista dello Snami in servizio al 118 di Santa Teresa di Riva – questa penalizzazione della Provincia di Messina. Si vuole risparmiare senza tenere conto che la nostra provincia ha il 90 per cento di comuni in zone disagiate e montane dove è già una impresa potere arrivare con le ambulanze in tempo per dare soccorso e assistenza. Figuriamoci se l’ambulanza arriva senza medico. Cosa possono fare i soccorritori? Impacchettare il traumatizzato e portarlo all’ospedale più vicino, mentre con il medico avrebbe valutato la situazione e decidere in quale ospedale deve essere portato”. 

Adesso ci smantellano la rete di infarto e ictus (Strok e Ima) che avevamo creato e che ha raggiunto la vetta dell’eccellenza, seconda solo, in Italia, a quella della provincia di Bologna. E mandano all’aria anche l’altra rete che si stava per varare, di gastroenterologia e di politrauma. Ovvero dal luogo dell’incidente direttamente alla sala operatoria. Senza giri viziosi che possono mettere in pericolo la vita di chi si affida al soccorso del 118.

“Non resteremo a guardare distruggere il 118 – aggiunge Grillo – ma occorre che si faccia sentire anche la parte politica, chi governa il territorio e conosce le sue esigenze, occorre che ci diano una deroga per le zone disagiate e montane, occorre che la popolazione possa sempre contare sull’intervento tempestivo e professionale del 118. Smedicalizzare una ambulanza significa solo trasformarla in un taxi”. 

I piu' letti