Ritardi inaccettabili e polemiche che si fanno sempre più stringenti e comprensibili. E’ questo il clima a Taormina, dove a tre mesi dal G7 del 26 e 27 maggio i cantieri rimangono un miraggio e quello che si vede sono soltanto strade piene di buche, il Palacongressi inagibile e le elipiste che dovranno essere approntate in tempi record ma che attorno hanno una viabilità disastrose. In queste condizioni ci si chiede da più parti come si potrà fare il G7 e soprattutto in quali condizioni si presenterà all’appuntamento che sposterà sulla Perla dello Ionio gli occhi del mondo. Al momento il rebus principale è il Palazzo dei Congressi, dove i lavori sarebbero dovuti iniziare martedì scorso ma sinora non si è ancora visto nessuna ditta e nessun operaio. In poche settimane si dovrebbero spostare i motori, rifare impianto di climatizzazione, migliorare l’impiantistica in generale, rivedere il sistema di climatizzazione e riverniciare gli arredi e le facciate dell’edificio. Più probabile, decisamente assai più probabile, che alla fine si vada nella direzione di una deroga provvisoria sull’utilizzo del Palacongressi nella settimana del G7.
Ancora più preoccupante è la situazione delle varie arterie che saranno interessate da opere di asfaltatura e ammodernamento, e ci si chiede se si tratterà di interventi risolutivi o se, invece, visti i tempi verranno poste in essere opere “tampone” finalizzate ad alleviare i disagi e rimuovere solo in parte kle criticità. A tal riguardo bisognerà mettere mano in tempi brevissimi alla Via Garipoli, alla Via San Pancrazio, alla Via Porta Pasquale, alla Via Circonvallazione, alla via Apollo Arcageta, alla Via Toselli, alla Via Roma, alla Via Bagnoli Croce, alla via Pirandello, alla Via Guardiola Vecchia.
Per le elipiste di contrada Bongiovanni e Piano Porto, previste in maniera rispettivamente permanente e provvisoria dal Comune, il timore è legato non soltanto allo stato dei luoghi che dovranno essere allestiti e adibiti per le operazioni di arrivo e partenza degli elicotteri. Nel caso dell’elipista individuata nei terreni della piscina si teme già l’inquinamento acustico per le strutture turistiche e residenziali che si trovano in prossimità di quei terreni. E quegli stessi terreni sono stati, a suo tempo e sino al 2027, dati in gestione al Cvsm, l’ente gestore della piscina comunale che aveva anche presentato un progetto finanziato dal Credito sportivo e ora protesta per il placet dato dal Comune al Governo sulla previsione di un’elipista. Resta un mistero anche la situazione della villa comunale, dove la frana avvenuta nel settembre 2015 è ancora lì, in bella mostra come il simbolo del degrado in cui è sprofondato il Parco comunale..
Appare presumibile che l’oasi verde della città non rientrerà nelle progettualità attuabili con il G7. Se così andranno le cose – ed è molto più di una semplice ipotesi – si tratterà di un’altra cocente delusione insieme a quella della mancata realizzazione degli ascensori di collegamento tra il Lumbi ed il centro storico.
E allora la preoccupazione generale aumenta e ci si chiese se si riuscirà a fare in tempo per l’attuazione dei lavori e per rimettere almeno in qualche modo a nuovo le aree strategiche di Taormina. Il G7 in Sicilia venne annunciato nella primavera dello scorso anno, è trascorso ormai quasi un anno ma molto o quasi tutto si è fermato agli annunci e alle buone intenzioni. Il resto, sino a questo momento, purtroppo è un flop sotto gli occhi di tutti.


