HomeAttualitàLuci, cornamuse, concerti, coriandoli ... E le strade?

Luci, cornamuse, concerti, coriandoli … E le strade?

SANTA TERESA DI RIVA – Strade interne malridotte, manca un piano di manutenzione straordinario per rimetterle in sicurezza. Purtroppo per molte di queste vie, si è in balia dell’intervento di ripristino della società che ha eseguito i lavori per la rete del metano, che dopo avere riempito e ricoperto alla meno peggio le trincee scavate, non è tornata per completar l’opera a regola d’arte. Il risultato e sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto delle caviglie dei pedoni, e delle sospensioni delle auto, nonché della incolumità degli utenti su due ruote. Le segnalazioni di buche e avallamenti fioccano all’ufficio tecnico che interviene come può, con rattoppi che spariscono nel giro di pochi giorni perché si usa il cosiddetto “asfalto a freddo” che non attecchisce e che al primo passaggio di auto va via, riportando la situazione allo stato precedente. Questo per quanto riguarda le strade interne attraversare dal metano (ma anche il corso Francesco Crispi, la via principale da Porto Salvo a Barracca, non è esente). L’amministrazione comunale del sindaco Cateno De Luca ha cercato di fare la voce grossa con la concessionaria dei lavori, ma non ha ottenuto l’effetto sperato. L’impresa ha rimandato ogni adempimento finale a marzo 2017 quando presumibilmente termineranno i lavori per la posa della rete e cominceranno gli allacci con le utenze che le hanno richieste (non molte, finora). Per il resto del reticolo viario cittadino c’è solo da sperare che prima o poi arrivi questo benedetto piano di manutenzione che dovrebbe essere finanziato con i fondi che l’amministrazione riuscirà a sottrarre agli incarichi professionali, fioriti in modo esponenziale in questo fine d’anno. Ma senza progetti non si va avanti (stanno per arrivare fondi per decine di milioni grazie ai progetti esecutivi che l’amministrazione comunale ha presentato nel Masterplan, nel Patto per la Sicilia, e nel Piano per le periferie), quindi l’investimento è giustificato. Ma non tanto da sacrificare la manutenzione delle strade, mettendo a rischio l’incolumità di pedoni, motociclisti e automobilisti. Strade dissestate che pullulano nei vari quartieri, come via Pirandello, via Bosco, via Bolina, via Manzoni, via Delle Colline Vico II, via dei Fabbri, tanto per citare le più trafficate, non possono continuare ad essere ridotte come un colabrodo, con più buche che asfalto. 

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