Nizza di Sicilia – Quale sarà il futuro per i Comuni della riviera jonica (da Scaletta a Alì Terme, Nizza, Roccalumera, Furci Siculo, S.Teresa di Riva, S.Alessio Siculo, Letojanni, Giardini Naxos e Taormina) dopo il ciclone Harry? Se lo sono chiesti esperti, professori universitari, amministratori comunale, geologi, ingegneri, architetti nel corso di un convegno che si è tenuto nell’aula consiliare di Nizza di Sicilia. Per prima cosa è stato evidenziato che il ciclone Harry è stato una delle pagine più nere per i Comuni della costa jonica; e come seconda considerazione, che non sarà più possibile ripristinare i lungomari così com’erano. Ecco i punti più determinanti, emersi a coronamento del convegno di studi:
1)Necessità di procedere uniti nella gestione delle criticità emerse.
2)Dalle analisi scientifiche è emerso con chiarezza che non sarà più possibile ripristinare i lungomari così come erano. Le strutture rigide del passato hanno contribuito all’erosione costiera. Serve un cambio netto di prospettiva: restituire spazio alle spiagge e ripensare il sistema della mobilità, valutando soluzioni alternative e più sostenibili.
3)Avvio di un grande Piano Strategico per la Riviera Ionica, capace di integrare ambiente, sicurezza, infrastrutture e sviluppo. Università, professioni e amministratori hanno dato piena disponibilità, con il coinvolgimento diretto dei cittadini.
4)Proposta di una Legge Speciale per il tratto tra Capo Scaletta e Capo Schisò, al fine di garantire strumenti normativi e risorse adeguate alla specificità del territorio.
Il ciclone Harry è stata
una delle pagine più difficili della nostra storia recente. Ora può diventare il punto di partenza per un modello esemplare di rigenerazione della costa, fondato su equilibrio ambientale e progresso per la comunità.
E’ stato convenuto alla fine il nuovo modo di abitare il mare: non contro di esso, ma in armonia con esso.


