“Domenico Bisazza. Scene d’arte e di vita – Seconda edizione”. Ricordo sentito di un attore dalle tante anime artistiche,
tra vita privata e palcoscenico.

“Domenico Bisazza. Scene d’arte e di vita – Seconda edizione”. Ricordo sentito di un attore dalle tante anime artistiche,

tra vita privata e palcoscenico.

Una pluralità di talenti nel giovane attore messinese che il 15 febbraio scorso è stato ricordato dal giornalista Marco Bonardelli, nel corso di una diretta streaming sui canali social di Suggestioni Press, sito di diffusione artistica. “Domenico Bisazza. Scene d’arte e di vita”, il titolo dell’evento, che ha ospitato i registi Francesco Cannavà, Enzo Aronica e Fabio Schifilliti e gli attori Tony Scarfì e Ada Roncone.

Un ricordo sentito e commosso - cui ha partecipato in videomessaggio anche l’attore Nino Frassica, con lui in un episodio di “Don Matteo 11” - lungo le tappe fondamentali della vicenda umana e professionale di un giovane, che, dopo aver mosso i primi passi in teatro a Messina con il regista Vittorio Ciccocioppo, ha completato a Roma la sua formazione presso l’accademia Eutheca, con insegnanti di prestigio e colleghi che, intervenendo in collegamento, hanno delineato il profilo di un allievo che già da allora aveva dimostrato di avere tutte le carte in regola per una brillante carriera futura. A soli 29 anni, Bisazza aveva già fatto ingresso in una prestigiosa produzione Rai, partecipando all’episodio “Premonizioni” della fortunata serie “Don Matteo”, dopo essersi cimentato in interessanti esperienze con i registi Giancarlo Fares, Riccardo Merlini, Federica Tatulli e Bianca Ara. Ciò in quanto Domenico era un attore innamorato dell’arte autentica, entusiasta nel cogliere stimoli ed opportunità in vari ambiti espressivi, dal teatro, al cinema, alla tv, fino ad abbracciare generi apparentemente lontani da quelli usuali, come il ballo e il canto. Un artista a 360 gradi, quindi, come lo hanno descritto gli amici e colleghi nei loro interventi. Il regista Cannavà, suo insegnante a Messina al corso dell’associazione culturale Arknoah lo ricorda come un collega dai mille talenti:”Avrebbe potuto fare lo sceneggiatore, il regista, il drammaturgo, lo scrittore, il ballerino – ha detto - Domenico, già durante il corso, mostrava un talento su vari fronti, per cui non immaginavo quale strada avrebbe scelto tra le tante possibili. Non mi ritengo un docente di quel laboratorio, perché in quell’esperienza ciascuno era invitato a mettere la propria impronta ed esprimere una personale visione del mestiere. Ma oggi, definendomi un semplice “tutor”, sono orgoglioso che da quel seme sia nato un grande attore”.”Di Domenico ricordo la sua grandissima energia, la voglia continua di fare e mettersi in gioco – ha raccontato Schifilliti – Ho avuto il piacere di proporlo per un laboratorio da cui è nato un corto a Sebastiano Riso e Fabio Mollo. E’ bastato mostrare una sua foto per farlo scegliere dai due registi. E lui ha risposto mettendo in campo la tipica capacità di entrare nella storia del personaggio per restituire la sua anima allo spettatore”. Emblematica l’ultima immagine che il regista conserva del suo amico attore, quella del principe medievale protagonista dello spot realizzato per una nota marca di orecchini. Un principe dagli occhi azzurri e profondi, che sapeva di essere bello, ma che non ha mai fatto della bellezza fisica la qualità esclusiva su cui basare il successo. Lo ha confermato anche l’attrice Ada Roncone, sua coprotagonista nel film “Perversioni sessuali tra un boccone e l’altro”:“Domenico sapeva di piacere a tutti, alle ragazze in particolare, ma non considerava questo fatto una qualità primaria rispetto alle altre; e con le compagne di lavoro si comportava da vero principe, incoraggiando e mettendo le giovani attrici a loro agio”. Con Tony Scarfì, suo collega di corso all’accademia Eutheca di Roma, Domenico ha mosso i primi passi nella commedia dell’arte, in cui si è buttato a capofitto, con la grinta di sempre:”Amava fare tutto e riusciva bene in tutto - ha confermato l’attore - dalla commedia al dramma, qualsiasi genere per lui non aveva segreti. E durante quell’esperienza di laboratorio teatrale non gli è stato difficile portare la sua identità sul palco, con grande maestria. Quando ho saputo che prima di iniziare l’accademia si era laureato in Giurisprudenza, ne ho apprezzato l’umiltà e la capacità di iniziare da zero, e cimentarsi in nuovi progetti di vita”. Da regista-docente dell’ Eutheca, Enzo Aronica ha invece osservato il giovane attore con la sua macchina da presa, cogliendo le varie sfumature dell’espressività e del carattere:”Era un ragazzo dolce, dal sorriso un po’ melanconico. Ho capito quanto amasse il palcoscenico durante il laboratorio de “Le tre commedie in commedia”, ma ho scoperto la sua interiorità dietro la macchina da presa, quando ho visto un Domenico assorto, complesso, ed ho colto nei suoi occhi quella sfida tipica della sua voglia di fare, qualcosa che lo emozionava rendendolo al tempo stesso concreto. Inoltre la vaga somiglianza con l’attore Michael Fassbender gli dava un’aria da bello e dannato; ma in realtà era dolce, solare, molto amato in classe e considerato un ottimo compagno di lavoro. Mi rammarico per averlo conosciuto solo in quella occasione. Avremmo potuto fare tante altre cose assieme”.

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