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venerdì, Febbraio 20, 2026
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Allarme a Roccalumera, il fetore non si placa. Inchiesta della Gazzetta Jonica: Parlano i cittadini 

 

Roccalumera – Avantieri funzionari dell’Arpa si sono nuovamente recati in contrada Piana, per prelevare campioni dei reflui in entrata presso il depuratore consortile. Una struttura da qualche anno rimodernata e messa a norma, dove scaricano le acque nere i comuni di Furci Siculo, Pagliara e Roccalumera. Da gennaio, or sono due mesi, l’impianto è entrato in tilt perché da analisi effettuati sui reflui in entrata da Furci dal gestore del depuratore sembrerebbe che insieme alle acque nere entrerebbero nell’impianto pure resti di agrumi. Difatti nella relazione del sindaco di Roccalumera Gaetano Argiroffi è stato evidenziato che “un nuovo campionamento ha confermato elevati e nomali carichi inquinanti provenienti dalla condotta di Furci Siculo”. Il sindaco di quest’ultimo Comune, Matteo Francilia ha smentito ed ha invitato il primo cittadino di Roccalumera di pronunciarsi solo dopo il referto dell’Arpa. Ma a parte la diatriba sorta tra i due sindaci resta il fatto che convivere con i fetori è diventato difficile per tutte le famiglie del circondario (via Amerigo Vespucci, Statale 114 zona Ficara, Palazzine Rotonda, via Cristoforo Colombo). Addirittura “non si riesca a dormire la notte – dichiara Mariagrazia – perché la puzza è entrata in tutte le case. Pur con porte e finestre chiuse il fetore è così forte che non si riesce a prendere sonno. E quando è così forte si rimane a casa e non si va f uori. E’ un calvario”. Le proteste si accavallano, la gente è stanca. Marica Concetta ha fatto notare che uscendo dall’autostrada e scendendo verso il lungomare “una puzza indescrivibile mi ha assalito, quasi mi mancava l’aria. Ma questo è modo di fare turismo?”. Dopo l’indagine del Arpa si aspettano per lunedi, martedi prossimi gli esiti, in modo che il gestore dell’impianto consortile, di cui Roccalumera è comune capofila dell’impianto, possa da adottare gli opportuni provvedimenti. E si lavora per scongiurare questi fetori che da due mesi hanno aggredito decine e decine di famiglie. “Non trovando le cause di questa criticità e continuando di questo passo – ha dichiarato la signora Teresa – si potrebbe raffigurare un disastro ambientale, perché potrebbero essere compromesso le attività turistiche. Da due mesi, oggi per la verità di meno (ieri per chi legge) dalle ore 18 in poi il depuratore entra in tilt e odori nauseabondi, forse nocivi anche alla salute, invadono le strade e le case. Ma così non può continuare”.

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