La vita è impevedibile perché,nel bene e nel male, riserva delle sorprese inimmaginabili che superano la più sfrenata fantasia.
Le elezioni del presidente degli Stati Uniti d’America si sono svolte regolarmente ed hanno registrato, in modo netto, la vittoria di Joe Biden su Donald Trump.
Come tutti i ricchi ,Trump, ubriaco della potenza derivantegli dalla carica di uomo più potente del mondo e dalla grande quantità di denaro che possiede, ha pensato bene di dichiarare che le elezioni sono state una truffa, che egli ha vinto ed ha presentato, direttamente o attraverso suoi seguaci, dei ricorsi elettorali dinnanzi ai vari Tribunali americani.
Tutti i ricorsi, senza eccezione alcuna, sono stati rigettati per infondatezza.
Nessuno poteva mai immaginare che, vistosi con le spalle al muro, Trump provasse a fare una sorta di colpo di stato arringando i propri sostenitori ad intervenire in suo aiuto mediante un assalto, di questo e di nulla di meno si è trattato, al parlamento che in quei momenti era riunito in sessione plenaria per la certificazione dei voti degli elettori di Biden proclamandolo , quindi, Presidente degli Stati Uniti.
E’ come se in Italia, nel momento in cui Camera e Senato sono riuniti congiuntamente per l’elezione del Presidente della Repubblica, il capo politico di un partito dicesse ai suoi sostenitori di assaltare il parlamento ed impedire la elezione di un presidente a lui sgradito.
Nei prossimi giorni,piano piano, ci renderemo conto della gravità inaudita di quanto ha fatto Trump invitando i suoi seguaci alla rivolta ed alla occupazione del parlamento.
La foto di un “ bovaro” con i piedi sulla scrivania di Nancy Pelosi, Presidente della camera dei deputati americani, sta a testimoniare la violenza che si è consumata e rischia di produrre un danno irreversibile al quale si può tentare, forse, di rimediare assumendo iniziative forti,nel rispetto della legge, contro Trump il quale, ancora una volta, si è rivelato indegno dell’incarico ricoperto e traditore della costituzione americana proprio lui che quattro ani orsono ha giurato, sulla Bibbia, di essere pronto a difenderla contro tutti gli attacchi.
Se Trump non viene rimosso immediatamente, a testimonianza che la democrazia sa, vuole e può reagire con l’autorevolezza della legge, si creerà un precedente pericolosissimo e vedrete che, non lontano nel tempo, qualche altro, ancora più spregiudicato di Trump stesso , pianificherà e realizzerà un colpo di stato vero e proprio se dovesse essere sconfitto in libere elezioni.
La Democrazia ha gli anticorpi necessari a schiacciare gli eversori, i traditori della costituzione e gli indegni della carica ricoperta: occorre , tuttavia, che tale potere venga esercitato, rapidamente e senza indugio.
La forma, in questi casi, vale più della sostanza.
Lasciare che Trump giunga al 20 gennaio, data del giuramento di Biden, ancora in carica equivarrebbe a certificare la morte anticipata della democrazia e la legittimazione della legge del più forte: ciò che oggi non è riuscito a Trump, il quale l’avrebbe, così, fatta franca se non vi fosse alcuna azione contro di lui, potrà benissimo riuscire domani ad altri.
L’America che abbiamo conosciuto come patria della democrazia, l’esempio al quale tutto il mondo si è ispirato quando si parla di libertà, l’America dei Kennedy, di Martin Lhuter King, di Barack Obama, della Corte Suprema, l’America dei diritti civili, l’America delle esagerazioni ma anche delle speranze del mondo, ha il diritto ed il dovere di reagire con fermezza: non solo per lei ma per tutto il mondo libero che tale intende rimanere.
Se così non fosse e l’azione di Trump fosse fatta passare come una esagerazione del personaggio ma innocua, i 4 morti verificatesi nella tragica notte appena trascorsa e le speranze che la democrazia possa rifiorire con la forza della legge, sarebbero tradite e con esse la speranza di noi piccoli uomini che abbiamo sempre creduto che la violenza e la tracotanza non pagano e vengono punite.
(Gianni MIASI)


