Le restrizioni previste dal Decreto Natale inducono il governo a concedere ristori per bar e ristoranti. Infatti, Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici maggiormente colpite dalle riduzione dei ricavi, viene riconosciuto un contributo a fondo perduto nel limite massimo di 455 milioni di euro per l’anno 2020 e di 190 milioni di euro per il 2021.
Per il momento, quindi, gli aiuti riguardano i soli servizi di ristorazione, ossia quelle attività appartenenti al gruppo Ateco 56, quali:
• 56.10.11-Ristorazione con somministrazione
• 56.10.12-Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
• 56.10.20-Ristorazione senza somministrazione per la preparazione di cibi d’asporto
• 56.10.30-Gelaterie e pasticcerie
• 56.10.41-Gelaterie e pasticcerie ambulanti
• 56.10.42-Ristorazione ambulante
• 56.10.50-Ristorazione su treni e navi
• 56.29.10- Mense
• 56.21.00- Catering per eventi, banqueting
• 56.30.00- Bar e altri esercizi simili senza cucina
• 56.29.20- Catering continuativo su base contrattuale .
A chi spetta? Il sussidio economico spetta a chi ha già beneficiato del contributo a fondo perduto previsto nel decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, che non abbia restituito il ristoro. Nessun aiuto economico per coloro che hanno aperto la partita iva dal 1 dicembre 2020.
Quanto sarà il contributo? La somma che le imprese si troveranno accreditate nello stesso conto corrente in cui è stato erogato il precedente contributo , è la stessa percepita precedentemene, determinata sulla base del calo di fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019.
Facciamo un esempio. Il ristoratore o gestore di un bar (con ricavi fino a 400 mila euro) che ad aprile 2020 ha avuto ricavi per 10.000 euro, contro i 16mila dello stesso mese 2019, riceverà il 20% di quella perdita. Vale a dire 1.200 euro.


