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Commovente storia di una famiglia di Furci Siculo costretta ad elemosinare per sopravvivere. Maledetto coronavirus!

 

Come vivono le modeste famiglie che di colpo sono sprofondate nella miseria per il coronavirus? Quali e quanti sacrifici per sopravvivere?. Abbiamo parlato con un capofamiglia di Furci Siculo che in questi ultimi tempi ha avuto difficoltà persino ad apparecchiare la tavola a mezzogiorno, perché in casa non c’era niente da mangiare. Un grande lavoratore, un bravo muratore, che grazie ai saltuari lavori riusciva a tenere agiatamente la propria famiglia. Da due mesi non lavora. Disoccupato e con pochi euro in tasca si è visto costretto a chiedere aiuto agli amici, ai parenti, alla gente del vicinato, al Comune. Che lo hanno per la verità sempre aiutato. Ma oltre il pane e la pasta, in famiglia occorrevano altre necessità, il detersivo per i piatti e per la lavatrice, l’olio, il sale, lo zucchero, il latte. Beni di prima necessità che non poteva farne a meno. E prima che arrivasse il contributo del Comune con i buoni spesa, ha potuto apparecchiare la tavola grazie all’aiuto del vicinato E qualche volta preso dallo sconforto è andato a letto a digiuno. Una storia di povertà che tocca il cuore, che commuove perché vissuta nel 2020 nell’anno del benessere e dell’agiatezza per colpa di un maledetto virus. Ecco il racconto di Antonio (un nome a caso) muratore disoccupato con tre figli e moglie a carico. La donna è ammalata ed ha bisogno di quotidiane medicine. I figli, giovanissimi, studiano. “Sto attraversando un momento terribile – ha dichiarato – perché devo pagare l’affitto (e il proprietario lo vuole), mia moglie ha problemi di salute e le medicine costano, i miei figli per fortuna non pretendono tanto. Siamo praticamente in una situazione drammatica.. Anche perché prendo una minima parte di stipendio, una somma irrisoria, perché messo in regola part time.. Riusciamo ad andare avanti grazie al supporto di amici che ogni tanto ci donano un pò di spesa primaria o ci portano da mangiare. Facciamo tutto in casa e ci arrangiamo con quel poco che abbiamo. Devo dire grazie al Comune che con i buoni spesa ci ha dato l’opportunità di mangiare e di sopravvivere”. E poi Antonio ha concluso: “Come tante famiglie stiamo attraversando un brutto momento, un momento terribile, mai vissuto prima d’ora. Patiamo la fame. Ma pur tra mille difficoltà non ci sentiamo soli, grazie al Comune e alla solidarietà di tanti amici che continuano a portarci da mangiare”. Maledetto Covid-19.

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